Prima i nostri, spunta la proposta Gobbi
Il consigliere di Stato ha presentato al Governo un piano di misure urgenti: "Questo è il tocco leghista"
Redazione
Prima i nostri, spunta la proposta Gobbi
Prima i nostri, spunta la proposta Gobbi

Colpo a sorpresa del consigliere di Stato Norman Gobbi. Il leghista, come si legge sul Corriere del Ticino, ha presentato ieri in Governo una sua proposta di attuazione dell'iniziativa "Prima i nostri", approvata dal popolo ticinese lo scorso 25 settembre.

Si tratta di un piano di misure urgenti, che ha l'obiettivo di accelerare l'applicazione di quanto deciso dal popolo, visto che i lavori commissionali sembrano indirizzati ad andare per le lunghe.

Ma passiamo al dunque. La prima proposta di Gobbi è quella di fissare "nei contratti di prestazione con enti parastatali una percentuale, calcolata sulla realtà del mercato del lavoro indigeno delle singole professioni, indicante la quota del personale residente in forza ad aziende di trasporto pubblico e aziende socio-sanitarie. Eccezioni devono essere approvate dal Consiglio di Stato. Fluttuazioni al di sotto della percentuale di residenti stabilita devono essere notificate al Consiglio di stato e sono da considerarsi eccezionali e temporanee."

Gobbi prevede anche un'eccezione alla regola. "Sulla base di un'analisi del mercato del lavoro per le singole professioni, il Consiglio di Stato definisce una tempistica entro la quale la percentuale di residenti stabilita dovrà essere raggiunta e indicherà un piano nel quale saranno indicate delle percentuali intermedie e la relativa tempistica, il tutto nel rispetto del naturale ricambio del personale assunto in sostituzione di personale che abbandona l'azienda (potenziamento, sostituzione, pensionamento e dimissioni). In caso di inottemperanza il Consiglio di Stato può disporre dei provvedimenti che possono contemplare anche la riduzione del montante concordato."

C'è poi la proposta di "inserire nelle commesse pubbliche e contratti di prestazione il principio di favorire l'assunzione di residenti. Concretamente avverrà attraverso la definizione di una percentuale minima di lavoratori residenti impiegati dall'azienda (sede ticinese), calcolata sulla realtà del mercato del lavoro indigeno delle singole professioni, da raggiungere entro il momento della sottoscrizione o entro un lasso di tempo definito nel mandato, riservandosi di indicare un piano nel quale saranno indicate delle percentuali intermedie e la relativa tempistica."

Gobbi ritiene poi che "nella scelta dell'offerente a cui attribuire una commessa, la percentuale di personale residente impiegato nella sede ticinese dell'azienda, stabilito sulla situazione della realtà specifica del mercato del lavoro delle singole professioni, deve essere uno dei criteri di aggiudicazione descritti nel bando di concorso." In pratica, chi ha più residenti dovrebbe avere maggiori possibilità di ottenere l'appalto.

Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni spiega al CdT di aver elaborato questo piano perché "si trattava di non rimanere con le mani in mano, anche perché qualcuno ha avuto questa impressione."

Il Governo, afferma Gobbi, ha già dato la sua piena disponibilità per andare nella direzione delle sue proposte, "tant'è che alcuni colleghi hanno già proposto delle modifiche da inserire nei vari mandati di prestazione."

"Se il Governo sfrutta appieno il margine di manovra che gli è attribuito, seguire i cittadini è cruciale al fine di dimostrare che il "sa pò mia" invece "sa pò". Il tutto per lanciare un segnale di sostegno alla nostra economia e fugando i dubbi verso molte piccole medie imprese che si sono sentite bistrattate dopo alcune misure delle autorità fatte con lo spirito giusto ma percepite negativamente" conclude Gobbi. "Questo è il tocco leghista."