
È previsto per mercoledì 28 gennaio alle 19.30 davanti all’Hotel Coronado a Mendrisio, il presidio pubblico di protesta organizzato dall’Mps in risposta all’evento che prevede la presenza dell’ex generale italiano Roberto Vannacci, oggi eurodeputato della Lega. «Rivendicare il “diritto all’odio” non significa difendere la libertà di espressione, ma legittimare l’odio come valore sociale e politico», si legge in una nota stampa.
«Un linguaggio che alimenta paura e razzismo»
Gli organizzatori del presidio hanno raccolto una serie di dichiarazioni di Vannacci, tra cui quella in cui affermava che «Lo straniero che non si integra […] non è più un immigrato, ma diventa un invasore». «Definire “invasore” lo straniero che non risponde a criteri arbitrari di integrazione significa costruire una narrazione disumanizzante, che trasforma le persone migranti in una minaccia e prepara il terreno alla loro criminalizzazione», deplora il gruppo organizzativo. «È un linguaggio che alimenta paura e razzismo e mina le basi della convivenza democratica, così come la ferma opposizione a qualsiasi politica di inclusione a favore delle persone disabili».
«Una presenza inaccettabile»
Affermare che le persone omosessuali non sarebbero «normali», si legge ancora nel comunicato, «equivale a negare la dignità di una parte della società, legittimando la discriminazione e rafforzando un ordine sociale fondato sull’esclusione e sulla gerarchia delle vite». È questo insieme coerente di idee «razziste, xenofobe, omofobe e autoritarie a rendere inaccettabile la presenza di Roberto Vannacci a Mendrisio. Non si tratta di censura né di negare il dibattito, ma di assumersi la responsabilità di denunciare pubblicamente un discorso che nega diritti fondamentali, normalizza l’odio e non perde occasione per rievocare i “bei tempi” del fascismo».
Perché manifestare
In conclusione, per gli organizzatori «manifestare pubblicamente la nostra opposizione alle idee di Vannacci significa affermare che Mendrisio non vuole essere uno spazio di legittimazione per l’odio, il razzismo e la discriminazione, e ribadire che la libertà, la dignità e l’uguaglianza non sono negoziabili».

