«Investiamo più soldi a sostegno dell’economia locale, non in prati»
Lo chiedono le sezioni della Lega dei Ticinesi e UDC di Bellinzona tramite una mozione
di Redazione
«Investiamo più soldi a sostegno dell’economia locale, non in prati»
© CdT/Gabriele Putzu

Le sezioni della Lega dei Ticinesi e UDC di Bellinzona hanno preparato una mozione «a favore dei cittadini e del rilancio dell’economia locale» che presenteranno domani sera in Consiglio comunale, riunito a Sementina. Tra le trattande all’ordine del giorno, come precisano le due sezioni, figurano due messaggi municipali per crediti d’opera a favore della realizzazione della seconda e della terza tappa del Parco urbano.

Riportiamo qui di seguito il testo integrale dell’atto dal titolo «Investiamo più soldi a sostegno dell’economia e delle persone, non in prati».

«(...) La scorsa settimana - scrivono LdT e UDC - ci eravamo pronunciati in modo chiaro evidenziando come adesso il completamento del Parco non sia e non debba essere una priorità del Municipio. Tra le motivazioni il fatto che il progetto iniziato nel 2013 non si è mai dimostrato urgente e strettamente necessario: non stiamo parlando di Central Park, ma di una porzione di terreno troppo limitata per suscitare interesse nel viverla. Oltre a ciò, dopo il sorpasso di spesa di 5 milioni di franchi sui tre cantieri e – diciamolo pure - nella prima tappa del Parco urbano, ci sembra un atto dovuto muoversi con prudenza».

«Le persone oggi sospese e sotto verifica tecnico/giuridica (municipale capodicastero Opere pubbliche e direttore del dicastero) sono tra i principali artefici dei due messaggi domani al voto. Sembra pertanto scontato, ma non a questo Municipio che con regolarità ci presenta errori e il conto per sanarli, che sia meglio attendere l’esito degli audit tuttora pendenti. Inoltre, particolare non da poco, le due tappe hanno un costo “di partenza” di 3.3 milioni di franchi per la realizzazione di un prato più ordinato e ospitale e di un punto di ristoro che va ad aggiungersi ai numerosi presenti nelle vicinanze e già gestiti dalla Città».

«In un momento di crisi e di difficoltà diffusa per famiglie e aziende (non lo diciamo noi, bensì gli esperti di settore) la Città ha fatto poco o nulla, a parte prevedere un prestito di 1 milione di franchi (da restituire) a disposizione di commercianti e piccoli imprenditori. Il rilancio dopo il Coronavirus parte insomma con un prestito e nulla più. Ricordiamo a titolo di paragone che di recente il Consiglio comunale (o più precisamente l’asse PLR e PS ...) ha votato oltre mezzo milione di franchi a copertura di perdite (gestione dei castelli e gestione del Teatro sociale) e che nell’immediato futuro sono attesi i messaggi municipali per il pagamento dei 5 milioni di franchi o comunque una buona parte di questi. A Bellinzona si spende quindi di più per risanare situazioni deficitarie che per dare sostegno a cittadini e attori presenti sul territorio che investono del loro per farci vivere meglio».

«Per proporre qualcosa in controtendenza, in altri comuni è stato il Municipio in modo propositivo a muoversi per tempo, le Sezioni Lega dei Ticinesi e UDC consegneranno una mozione in cui si chiede un atto concreto di solidarietà ad ampio raggio. (non esistono solo i soliti noti da premiare con mandati ...)».

«Ipotizziamo che l’introduzione di un buono sconto dell’importo indicativo di 20.- da utilizzare sul territorio comunale (bar, ristoranti, commerci, strutture sportive/culturali, ...) possa essere utile a dare una boccata d’ossigeno all’economia locale duramente provata dalla chiusura obbligata. I benefici non sarebbero limitati alla sfera privata: sappiamo bene che la cifra messa in movimento sarà certamente più alta (almeno il doppio) di quella investita dalla Città e che vi saranno delle ricadute fiscali (ritorno dell’investimento). La modalità e l’importo (ordine di grandezza sotto il milione di franchi) sono ovviamente da approfondire».

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