Ecco come riparte il Gran Consiglio
Mascherine ovunque, plexiglas, niente interventi dal pubblico. Sono queste le misure che da lunedì caratterizzeranno la nuova sessione del Gran Consiglio
Redazione
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Foto Teleticino
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Ricominciano I lavori del Gran Consiglio e, dopo la trasferta pandemica a Palazzo dei Congressi a Lugano, si torna a Bellinzona. Palazzo delle Orsoline è stato adattato per fare in modo che i lavori si possano svolgere in sicurezza. “Abbiamo preso delle prime misure che erano quelle del plexiglas, poi parlando anche con il Medico cantonale abbiamo deciso di rendere obbligatoria la mascherina”, spiega il presidente del Gran Consiglio Daniele Caverzasio, “La mascherina sarà obbligatoria in tutto il palazzo, dovrà sempre essere tenuta addosso”.

Le altre misure
Sono poi state chiuse la buvette e la sala fumatori, così come il pulpito. I parlamentari che interverrano, lo faranno dal proprio posto. Sulle tribune siederanno, con la mascherina, solo i giornalisti, mentre il pubblico potrà seguire la seduta da casa in streaming.

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Preoccupazione
Ma c’è preoccupazione? “In fondo siamo tutti preoccupati, perché quando abbiamo deciso di spostare il Parlamento da Lugano a qui i casi erano una decina al giorno, oggi sono più di cento al giorno”, risponde Caverzasio. La risposta del Governo, però, lo convince: “In questo momento sta facendo quello che la gente chiede, questa introduzione dell’obbligo delle mascherine negli spazi pubblici è sicuramente qualcosa che andava fatto”.

“Serve continuità”
E sull’ipotesi che si ritorni allo stato di necessità, con l’eventualità di rimettere in panchina il Gran Consiglio, il presidente del parlamento cantonale mette l’accento sull’importanza del Legislativo: “Noi dovremo cercare comunque di garantire la continuità anche del parlamento, perché sappiamo che i messaggi che abbiamo da discutere, così come diversi atti parlamentari, sono parecchi sui tavoli dei parlamentari, di conseguenza questa continuità dobbiamo cercare di garantirla. E non dimentichiamo che siamo l’organo di vigilanza sul lavoro del Consiglio di Stato”.

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