Nuovo pasticcio ticinese: "I reparti AMI sono fuorilegge"
I reparti acuti di minore intensità violano il diritto federale. lo ha stabilito il TAF. 195 posti letto a rischio?
Redazione
Nuovo pasticcio ticinese: "I reparti AMI sono fuorilegge"
Nuovo pasticcio ticinese: "I reparti AMI sono fuorilegge"

La loro creazione venne decisa dal Parlamento (dopo interminabili discussioni!) nell’ambito dell’ultima pianificazione ospedaliera cantonale. Stiamo parlando dei Reparti acuti di minore intensità, i cosiddetti reparti AMI, una tipologia di letti destinati a pazienti clinicamente stabili che necessitano comunque di una presa a carico ospedaliera. Ebbene, come riporta TeleTicino, questa nuova categoria secondo la massima autorità giudiziaria viola il diritto federale. Il passo rimasto fino ad oggi silente tra le pieghe della recente sentenza del Tribunale amministrativo federale recita così: “La forma ibrida che costituiscono i reparti acuti di minore intensità come prevista dalla legislazione cantonale viola il diritto federale”.

In altre parole: i reparti acuti di minore intensità sono fuorilegge. Conclusione piuttosto preoccupante se si considera che la pianificazione ospedaliera approvata dal Gran Consiglio nel 2015 ha istituito ben 195 posti letto di questo tipo! 30 ad Acquarossa, 30 alla clinica Varini, 60 alla clinica Luganese, 30 all'ospedale Malcantonese, 30 all'ospedale regionale di Mendrisio e 15 all'ospedale regionale di Locarno. Una forma di prestazione “ibrida”, così l’ha definita la massima autorità giudiziaria, non riconosciuta dalla Legge federale, che apre a tutta una serie possibili ricorsi, in primo luogo da parte dei pazienti oggi chiamati alla cassa con 30 franchi di contributo giornaliero.

Secondo i ben informati alcuni ricorsi sarebbero già pendenti di fronte alla competente autorità cantonale. Un bel pasticcio cui la politica ticinese giunse dopo anni di acceso dibattito e che si concluse in Gran Consiglio con un colpo di scenda dell’ultimo minuto degno del più esperto Houdini.

Per farla breve, questi letti acuti di minore intensità vennero istituiti dalla Commissione pianificazione ospedaliera (CPO) per rispondere al contestato piano del Dipartimento sanità e socialità di trasformare gli ospedali di Valle (e non solo) in Istituti di cura. Sulla carta qualcosina di più che semplici case anziani. All’origine del contestato piano - si ricorderà - c’era la prospettata riduzione di 260 letti acuti secondo il nuovo calcolo del fabbisogno ospedaliero cantonale.

Parte della politica parlamentare però si oppose, istituì i reparti AMI, mantenendo la loro collocazione e il loro finanziamento nella categoria classica dei letti ospedalieri. Lo fecero in barba alle raccomandazioni del ministro Paolo Beltraminelli, preoccupato di trovare la quadratura del cerchio con le casse malati. Secondo i commissari a pagare questi letti AMI dovevano essere il Cantone e le Casse malati, come già accadeva per i letti acuti propriamente detti.

I giochi sembravano fatti. I rapporti di maggioranza e minoranza andavano infatti entrambi in questa direzione, se non che 5 minuti a mezzanotte i deputati Foletti Jelmini e Pini presentarono un emendamento per sostenere la proposta governativa chiamando alla cassa i pazienti con 30 franchi al giorno e rispettivamente inserendo giuridicamente questi posti letti nella categoria Istituti per anziani.

Un ribaltone politico salutato con grande gaudio dalle casse malati che si vedevano alleggerito il loro contributo finanziario. Oggi però la sentenza del Tribunale amministrativo federale parla chiaro: questa forma ibrida, di letti acuti di minore intensità inseriti nella categoria istituti per anziani, sono fuorilegge. Il risultato? I pazienti oggi pagano 30 franchi al giorno per un letto ibrido che viola la legge federale.

Tutti i dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino

Francesco Pellegrinelli