“Non si è mai identificato nel ruolo del politico”
A Ticinonews Luigi Pedrazzini e Filippo Lombardi esprimono il loro personale ricordo di Alex Pedrazzini, scomparso oggi a 70 anni
di Teleticino/daco
“Non si è mai identificato nel ruolo del politico”

“Eravamo andati a cercarlo nel 1991 per metterlo in lista per il Consiglio di Stato. Sin dalle prime battute della campagna elettorale avevamo capito che quella di Alex sarebbe stata una candidatura atipica, quella di una persona disposta a impegnarsi completamente per la politica, ma che non si sarebbe mai identificato completamente nei ruoli da essa imposti”. Con queste parole Luigi Pedrazzini inizia il suo ricordo di Alex Pedrazzini, scomparso oggi all’età di 70 anni. Luigi Pedrazzini era presidente del Ppd cantonale quando Alex Pedrazzini è stato eletto in Governo. “È stato un politico innovativo, moderno, e con una grande generosità. Ha portato avanti progetti importanti, quali la nuova Costituzione cantonale, e ha gettato le basi delle fusioni comunali”.

Nessun compromesso, scontri con i colleghi
Modernità e generosità non hanno però risparmiato all’allora direttore delle Istituzioni notevoli scontri politici con i colleghi di Governo. “Aveva una visione diversa della politica: non scendeva a compromessi”, conferma il nostro interlocutore.

“Il monello”
Soprannominato “il monello”, si può dire che Alex Pedrazzini fosse fuori dagli schemi per gli stessi popolari democratici... Luigi Pedrazzini però relativizza: “Non credo che gli si possa rimproverare di non avere rappresentato degnamente il partito, sebbene non sia mai stato un “uomo di partito” nel senso più tradizionale di questa qualifica”.

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“Si era occupato delle mie patenti”
È invece meno istituzionale il ricordo di Filippo Lombardi: “Alex Pedrazzini è il giurista che per primo si era occupato delle mie vicende di patenti quando era dipendente dell’allora Dipartimento dell’Interno”, sorride l’ex senatore ticinese. “Era una persona estremamente simpatica, che infondeva allegria in coloro che incontrava. Aveva fatto la sua esperienza da “carceriere” – scherza Lombardi – quale direttore di penitenziari nel Canton Vaud e in Ticino. Il passaggio alla politica attiva era una conclusione logica del suo percorso”.

“Canticchiava e fischiettava”
Un carattere bonario e spiritoso che Alex Pedrazzini non ha perso nemmeno entrando nella stanza dei bottoni di Palazzo delle Orsoline. “Sapeva sempre suscitare allegria e buonumore, canticchiava e fischiettava volentieri. Aveva cuore”, conclude Lombardi.

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