Nodo intermodale, “riprendere in mano il progetto”
Il PLR distrettuale del Locarnese chiede di trovare rapidamente una soluzione dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso il progetto
Redazione
Nodo intermodale, “riprendere in mano il progetto”

“La sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso di una decisione del Consiglio Comunale di Muralto rimette le pedine alla casella di partenza. Un iter procedurale che solleva diversi punti interrogativi sull’operato del Municipio di Muralto e della Commissione intercomunale dei trasporti (CIT)”. Così si esprime il PLR distrettuale del Locarnese in merito alla questione relativa alla realizzazione del nodo intermodale. “Ora è necessario riprendere celermente il dossier in mano e coinvolgere tutte le parti per trovare al più presto una soluzione che permetta di mantenere i sussidi cantonali/federali e soprattutto risolva le criticità viarie della situazione attuale. La realizzazione del nodo intermodale è infatti necessaria e urgente per tutto il Locarnese”, si legge in un comunicato

Manca unità di intenti
I problemi del futuro nodo intermodale “non si fermano a questioni procedurali”, si legge ancora: “è risaputo che sono state raccolte più di 500 firme per un referendum contro il progetto presentato. Un numero di firme, visti i circa 1’800 votanti di Muralto, che fa ben comprendere quanto manchi l’unità di intenti a livello cittadino”. Infatti, “questi dati fanno ben comprendere come, ripresentando un “progetto fotocopia”, seguendo il giusto iter, non ci sia alcuna garanzia di successo. Le probabilità di una nuova raccolta firme e di un nuovo referendum è più che una supposizione”.

Non solo viabilità
Il punto principale sollevato dagli oppositori “è stato quello viario, ossia lo spostamento del percorso bus sulla salita di Viale Cattori e di conseguenza su Piazza Stazione, che verrebbero, conseguentemente chiuse al traffico privato”. Oltre a questo tema però, “sono state sollevate altre due tematiche. La prima riguardante la costruzione di due piani sopra la futura pensilina dei bus rivolta verso Piazza Stazione, spazi ai quali non è ben chiaro quale destinazione si voglia dare in futuro”. Il secondo invece “è il progetto delle FFS sul sedime rivolto verso la Collegiata di San Vittore, colpevole di essere particolarmente impattante nel contesto urbano di Muralto. Ora “Tempus fugit”, la maggior parte delle misure PALoc previste nel comune di Locarno, strettamente legate al futuro nodo intermodale, sono già state eseguite e ogni ritardo supplementare creerà disagi (e malumori) a tutta la popolazione dell’agglomerato Locarnese”.

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