Ticino
“No” del Governo a un’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie, Cavalli: “Atteggiamento menefreghista”
Redazione
8 giorni fa
Il comitato promotore critica la posizione adottata del Consiglio di Stato. “Inchieste a livello nazionale dimostrano che ben più di un quarto della popolazione rinuncia totalmente per mancanza di mezzi finanziari alle cure dentarie”.

A 9 anni dall’inoltro alla Cancelleria delle quasi 8’300 firme dell'iniziativa popolare "Per il rimborso delle cure dentarie", il Consiglio di Stato ha invitato oggi il Gran Consiglio a respingere tale proposta. Una decisione che non è piaciuta al comitato promotore. “Dopo questo ritardo biblico e contrario ad ogni regolamento procedurale, oggi il Governo ha licenziato a vantaggio del Parlamento il messaggio con cui respinge semplicemente l'iniziativa senza formulare nessun controprogetto”, si legge in un comunicato firmato da Franco Cavalli, membro del comitato promotore. 

Le criticità evidenziate

Secondo il Consiglio di Stato, “il problema in pratica quasi non esisterebbe, siccome solo ‘una parte esigua della popolazione’ rinuncerebbe per motivi finanziari a farsi curare i denti”, si legge ancora nella presa di posizione. Per il comitato “la situazione è invece molto diversa. Inchieste a livello nazionale dimostrano che ben più di un quarto della popolazione rinuncia totalmente per mancanza di mezzi finanziari alle cure dentarie, e altri si recano per queste cure all'estero o si limitano a quelle di urgenza”.

“Un grosso rischio per lo sviluppo di gravi malattie”

Non ci sono dati per il Ticino, “ma la situazione non è sicuramente meno grave. Le mancate cure dentarie rappresentano, come è ben noto, un grosso rischio per lo sviluppo di gravi malattie, soprattutto cardiache e renali, in particolare nella popolazione anziana”. Rappresentano quindi “un elemento fondamentale in ogni programma di prevenzione di molte malattie”.

“Un atteggiamento menefreghista”

Il comitato promotore dell'iniziativa si dice perciò “indignato” per questo atteggiamento del Governo, “che non possiamo che definire menefreghista. Speriamo vivamente che il Gran Consiglio dia prova di maggiore interesse per questo importante tema sanitario e si chini con la dovuta serietà sulla possibilità di formulare un controprogetto realizzabile ed efficace”.

La proposta

Una possibilità, discussa nel Canton Vaud, potrebbe essere l'introduzione di una mini-tassa sulle bevande dolcificate che causano gran parte dei problemi dentari. Questa mini-tassa “servirebbe a coprire il contributo cantonale previsto dall'iniziativa”. Il comitato promotore, in ogni caso, “non intende abbandonare questo problema che preoccupa tanti ticinesi”.