Aperture
Negozi: "Un Ticino più vivo, ma non sulle spalle del personale"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
3 mesi fa
La decisione presa ieri dal Gran Consiglio relativa all'apertura prolungata dei negozi non ha fatto mancare le reazioni di negozianti e cittadini. Se da un lato alcuni sono d'accordo, dall'altro c'è chi la ritiene una decisione rischiosa per i dipendenti.

È uno dei temi caldi della politica ticinese, ma non solo. La spaccatura si è creata sui banchi del Gran Consiglio e tra i diretti interessati: i commercianti del Cantone. Ci riferiamo all’iniziativa del PLR sulla modifica delle Legge sull’apertura dei negozi accettata dal Gran Consiglio nella seduta di martedì con 51 voti favorevoli, 31 contrari e 1 astenuto. La proposta liberale, ricordiamo, è stata lanciata il 31 maggio 2021 e sostanzialmente chiedeva di prolungare l’orario d’apertura dei commerci fino alle 19:00 durante i festivi non parificati alla domenica, aumentare da tre a quattro le aperture domenicali e incrementare da 200 a 400 metri quadrati la superficie dei negozi che possono tenere aperto la domenica nelle zone turistiche. Nulla è ancora detto, perché la sinistra e parte del mondo sindacale non hanno infatti escluso di lanciare il referendum. Unia e Ocst hanno convocato per oggi una conferenza stampa nella quale prenderanno posizione sulla prevista estensione del lavoro domenicale e festivo.

Il pensiero dei commercianti e popolazione

Favorevoli e contrari, come detto, ci sono sia sui banchi del parlamento sia tra i diretti interessati. “Lugano è una città turistica, dovrebbe aprire al mondo”, afferma a Ticinonews un’esercente. “Non ha senso tenere aperti più a lungo, chi vuole fare acquisti viene già in negozio con questi orari. Ci vogliono più eventi per attirare più persone”, ribatte una commerciante. “Prendiamo l’esempio di Ponte Tresa: la domenica ci sono persone nei negozi, nei bar. È viva ed è così che deve diventare Lugano”, spiega un’altra.

La preoccupazione per il personale

Oltre alla sinistra, a parte de Il Centro e ai sindacati, anche alcuni commercianti sono preoccupati per la situazione in cui dovrebbero lavorare alcuni colleghi. “Se una persona dovesse dire di non essere disponibile a fare certi turni, c’è il rischio che venga licenziata”, afferma un esercente, il quale conclude dicendo che “nei piccole negozi i dipendenti devono poter discutere apertamente con i titolari per organizzare i turni”.

“Più negozi aprono e più funzioneranno le domeniche”

Per Rupen Nacaroglu, presidente della Società dei commercianti di Lugano, “aumentando l’area del negozio da 200 a 400 mq ci saranno più negozi che potranno aprire, di conseguenza più attività saranno aperte e più funzioneranno le aperture domenicali e quelle speciali. I commerci possono ora muoversi liberamente”.

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