Nasce in Ticino il gruppo stop 5G
All'incontro svolto a Mendrisio hanno partecipato in molti, anche se le sedie riservate ai deputati in Gran Consiglio sono rimaste vuote
Redazione
Nasce in Ticino il gruppo stop 5G
Nasce in Ticino il gruppo stop 5G

Si è tenuto sabato 29 giugno al Mercato coperto del borgo di Mendrisio il Congresso Internazionale: «Il lato oscuro del 5G», appuntamento in cui sono stati approfonditi quegli argomenti troppo spesso taciuti, se non apertamente denigrati e banalizzati, da una grossa fetta di politici e purtroppo anche da buona parte dei media.

Come comunicato da Manuela Boffa e Maria Invernizzi del Gruppo Stop 5G Ticino e Grigioni italiano in una nota, le 50 sedie riservate ai deputati in gran Consiglio (ai quali era stato spedito l’invito personale) e ai giornalisti sono rimaste desolatamente vuote.

Circa 400, invece, il numero dei presenti all’evento, un esempio di sensibilità e attenzione a una tematica, quella delle onde elettromagnetiche e della loro ripercussione sugli esseri viventi e sull’ambiente, che è stata esaustivamente presentata nelle sue complesse dinamiche e pericolosità dagli oratori: Fiorella Belpoggi, dottoressa, scienziata, ricercatrice; Paolo Orio, medico veterinario, presidente dell’Associazione italiana elettrosensibili; Andrea Grieco, fisico, esperto di campi elettromagnetici; Roberto Ostinelli, specialista in medicina interna e Maurizio Martucci, giornalista e portavoce dell’Alleanza italiana Stop 5G.

Tutti esperti non legati alle industrie e non finanziati da queste per le ricerche, voci dunque libere e indipendenti non velate da trasformismo. I risultati delle ricerche sono seriamente preoccupanti; l’irradiamento non ionizzante (5G compreso) non solo può danneggiare il DNA, ma migliaia di studi ne provano la tossicità e l’incidenza sull’aumento dei casi di diabete, cancro, patologie renali, cardiache e neurologiche, gravi danni sono riscontrabili anche per il regno animale e vegetale.

La rivolta alla tecnologia 5G, contrabbandata come l’opportunità del secolo, sta crescendo in tutto il mondo a macchia d’olio. La popolazione dei vari stati è ormai consapevole della necessità di organizzarsi e compattarsi per far fronte a questo problema. Al Congresso di Mendrisio sono intervenute anche delegazioni di Stati membri dell’Unione Europea ed è stata lanciata ufficialmente l’Alleanza europea Stop 5G, che raccoglierà le firme per chiedere una moratoria a livello europeo, in attesa che vengano chiariti i rischi ambientali e per la salute relativi alla tecnologia 5G e alle future onde millimetriche.