Mps, “Niente aumento per i deputati”
Dopo essersi scagliato contro i consiglieri di Stato, ora l’Mps punta il mirino contro le retribuzioni dei granconsiglieri, in crescita dal prossimo anno
di daco
Mps, “Niente aumento per i deputati”
Ïmmagine CdT/Zocchetti

L’Mps torna alla carica con uno dei suoi cavalli di battaglia, ovvero le indennità percepite dai politici cantonali. Se recentemente il Movimento aveva fatto sentire il suo dissenso portando il popolo ticinese al voto, lo scorso 13 giugno, sul tema della previdenza e della retribuzione dei consiglieri di Stato, ora il suo sguardo si rivolge al Gran Consiglio, dove le indennità per i parlamentari sono destinate a crescere, dal prossimo 1° gennaio, “di ben il 13%”, per un aumento complessivo di oltre 200’000 franchi. Contro di ciò, l’Mps lancia un’iniziativa parlamentare elaborata.

Di pari passo con il Governo
Nel concreto, l’Mps suggerisce di stralciare l’articolo 165 della Legge sul Gran Consiglio ed i rapporti con il Consiglio di Stato, che recita: “I contributi e le indennità sono adeguati al rincaro nella medesima misura degli onorari dei Consiglieri di Stato”. In effetti, il recente adeguamento al rialzo delle retribuzioni dei membri dell’Esecutivo cantonale, approvato da Parlamento e popolo, si traduce automaticamente in un aumento delle indennità per i gran consiglieri. Indennità che, secondo l’Mps, risultano eccessive: “Per la stragrande maggioranza dei parlamentari si tratta di importanti indennità, ottenuti senza grande sforzo”. Il gruppo di sinistra estrema snocciola alcune cifre, fra cui i compensi assegnati ai capigruppo in Parlamento: si va dai 15’000 franchi all’anno per Sergio Morisoli dell’Udc ai 32’150 di Alessandra Gianella del Plr, passando per i 24’000 di Nicola Schönenberger dei Verdi, i 29’500 di Boris Bignasca della Lega, i 30’950 di Ivo Durisch del Ps e i 31’850 di Maurizio Agustoni del Ppd.

Politica di professionisti?
“Si tratta di indennità importanti (pari a 100 franchi l’ora), in alcuni casi non siamo lontani dai salari minimi legali che gli stessi deputati hanno fissato nella nuova legge (questi ultimi tuttavia per un tempo pieno...)”, chiosa l’Mps. “Una base oggettiva che spinge sempre più verso una professionalizzazione della politica: una scelta discutibile e che dovrebbe, comunque, essere oggetto di discussione e di scelte esplicite”.

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