Molino, 20 giorni per sgomberare
Il Municipio comunica lo scioglimento della convenzione con gli autogestiti, che hanno ora 20 giorni per liberare gli edifici. In diretta la Conferenza stampa da Lugano.
di MJ
Molino, 20 giorni per sgomberare
Foto CdT

Il Municipio ha deciso: disdetta formalmente la Convenzione scritta nel 2002 tra Città, Cantone e Associazione Alba in rappresentanza dell’autogestione. Accordato un termine di 20 giorni agli autogestiti per lo sgombero degli spazi occupati. Se questi non saranno liberati entro la data indicata, verrà intrapresa la procedura d’esecuzione degli edifici. L’Esecutivo tuttavia comunica di essere disponibile a un’eventuale richiesta di mediazione. Questo il succo delle decisioni che verranno comunicate ufficialmente all’infopoint odierno delle 15:00, in diretta su Teleticino.

Guarda la diretta su Teleticino:

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La diretta scritta della conferenza stampa

Fine conferenza stampa

Domanda: “La maggioranza che ha deciso è sempre il famoso 4 su 3 e se sì questa spaccatura può essere una difficoltà in più?”
Borradori:
“È chiaro che avere un Municipio compatto è sempre meglio, ma in democrazia il 50+1 vince. Saranno anche 4 su 3 ma è la democrazia e ci prendiamo la responsabilità”.

Domanda: “Il Ps cantonale parla di ‘escalation’ dopo questa decisione, per motivazioni elettorali. Come commentate?”
Borradori:
“Permettetemi ma questa è una vera e propria scemenza. Nessuno È andato a piantare grane alla manifestazione dell’8 marzo, ma se ti tirano dentro non puoi chiudere gli occhi. La motivazione elettorale non c’entra assolutamente nulla e pensiamo sia inutile porre termini più lunghi. Quando avevamo deciso il ricollocamento nessuno si è alzato per discutere con noi. Quindi i 20 giorni non fanno la differenza ma la correttezza, la civiltà e la voglia di creare una vera autogestione”.

Domanda: “Manifestazioni, fino a che punto il Municipio sarà disposto a tollerare?”
Bertini:
“Se io e lei ci comportiamo male in piazza, violando le leggi, è giusto che arrivi qualcuno e ci prenda per le orecchie. Ci sono delle norme e questa vanno rispettate”.

Domanda: “Quando si parla di ‘loro’ per una trattativa, a chi vi riferite? Una figura in particolare?”
Borradori:
“La convenzione è stata siglata con l’associazione Alba quindi comunicheremo prima con loro, poi comunicheremo eventualmente tramite comunicazione sul foglio ufficiali”. Bertini: “Sarebbe bello avere una persona di riferimento”.

Domanda: “La fine dei 20 giorni corrisponde allo sgombero? Ci sono margini di trattative?”
Borradori:
“La disdetta è stata inviata adesso, se tra 20 giorni non c’è risposta manderemo un altro richiamo con un termine di altri 5-10 termini. Una volta trascorso questo termine procederemo con l’esecuzione di fatto, che nei fatti equivale allo sgombero. A quel punto decideremo noi quando agire rispettando sempre il principio di proporzionalità e buonafede. Gli autogestiti possono comunque impugnare questa decisione, noi abbiamo chiesto di non concedere l’effetto sospensivo ma deciderà l’autorità”.

Domanda: “È verosimile che scenderanno in piazza gli autogestiti? Come reagirà la città nel caso, ci sarà repressione? Nella convenzione tra i firmatari c’è anche il Cantone, cosa ne pensa il Cantone di quanto deciso oggi?
Bertini:
“Sulla prima domanda: posta in questo modo lascia intendere che noi per dei ricatti non dovremmo esercitare il nostro ruolo di autorità. Cosa dobbiamo fare? Perché abbiamo paura di una reazione dobbiamo non far niente? Non è la scelta di una repressione, è una scelta di civiltà, educazione e rispetto”. Borradori: “Condivido in pieno. Se gli autogestivi si trovassero e tentassero la strada della mediazione sarebbe un segnale positivo, se iniziassero già stasera, anche se siamo pronti, non siamo disposti a farci mettere i piedi in testa, come ha dimostrato la polizia l’ultima volta. Sarebbe un pessimo inizio che mi auguro non succeda. Per il Cantone, siamo rimasti in contatto con il Presidente Norman Gobbi che è a conoscenza del fatto. Però il Cantone è ancora in attesa dei due rapporti a livello di Gran Consiglio che faranno sì che il Cantone vada in una direzione o nell’altra”.

Domanda: “In base a cosa avete deciso 20 giorni dato che di solito per gli sfratti è qualcosina in più? Inoltre, si è fatto rimando al 2002 ma nel 2002 i molinari sono arrivati in piazza ma si è subito trovato una soluzione alternativa. Oggi sembra che quella soluzione non si sia... C’è il presupposto per mantenere l’autogestione?”
Bertini:
“Non per fare gli offesi ma l’autorità dovrebbe trovare un posto per chi dice ‘ci vediamo in città con sassi e bastoni’? È un gatto che si morde la coda, noi abbiamo fatto dei tentativi ma devono essere frutto di processo diffuso e con rispetto, mettendoci la faccia. Allora il municipio potrà valutare qualsiasi cosa. Nel 2016 l’idea era di discutere come destinare il sedime, dal momento che abbiamo scelto di continuare non si è più potuto discutere. Di nuovo, se c’è disponibilità a dialogare in maniera seria immagino che il Municipio (di cui non farò parte) metterà sul tavolo delle alternative”. Borradori: “Sono stati buttati via 5 anni, si poteva benissimo cominciare a discutere lì. Adesso c’è una seconda chance, magari con meno tempo e in una situazione più difficile. Ma la speranza è che da questa dinamica possa nascere qualcosa di positivo. Noi possiamo anche dare uno spazio con un po’ più di libertà, ma se non si comincia non si arriverà mai. Quindi chiediamo un atto di maturità di chi conosce l’autogestione meglio di noi. Per la disdetta: noi abbiamo guardato altri casi e anche 6-10 giorni basterebbero in una situazione del genere perché non ci abita nessuno. Non è che andiamo a bruciare niente ma ci saranno poche cose da portare via. Se questi 20 giorni non bastano ci saranno altri 5-10 giorni per eseguire lo sfratto ma secondo noi è impossibile tirarla lunga, se mettessimo 6 mesi poi saremmo ancora lì.”.

Domanda al Comandante Torrente: È possibile svolgere uno sgombero in sicurezza?
Torrente:
“C’è un problema politico e uno tattico operativo. Il mio è quello tattico operativo. Scegliere se farlo è una decisione politica, il mio compito è mettere in atto cosa il Municipio richiede spiegando quali sono le possibili minacce prima, dopo e durante un eventuale sgombero. Potete immaginare quali possono essere facendo un rimando al 2002 e cosa potrebbe succedere ora finché non c’è una soluzione”.

Domanda: “Se si trova davvero un mediatore, che margine di manovra avrà? Potrà posticipare il termine dell’ultimatum?”
Borradori:
“Il mediatore per esserlo dovrebbe essere scelto da ambo le parti. È questione di serietà d’intenti, noi abbiamo sempre detto di voler dialogare con una persona che guardiamo negli occhi, che conosciamo e che sappiamo dove trovare se abbiamo bisogno. L’aspetto serietà è il primo, non sappiamo cosa succederà. Finora ci hanno sorpresi in negativo, se sono capaci di sorprenderci in positivo siamo aperti, ma dev’essere una proposta molto seria e devono essere disposti a cambiare il loro modo di essere. Certamente non è un approccio molto concreto o coerente con le nostre speranze quello che dice ‘ci troveremo in strada con sassi e bastoni’.”

Le domande dei giornalisti

15:40 - Parla Michele Bertini
“Negli ultimi anni c’è stata un’escalation, non abbiamo più voluto restare in scacco dell’autogestione ma abbiamo voluto ridare un contenuto all’ex macello. Una decisione accettata a larghissima maggioranza del Consiglio comunale, che nel nostro sistema è l’espressione della popolazione di Lugano. Probabilmente se la convivenza fosse andata avanti in maniera pacifica l’autogestione sarebbe rimasta in quel sedime fino a che non fosse arrivato il cantiere, con un arco temporale di 3/4 anni. Il problema, come già detto, è che quando abbiamo comunicato l’intenzione di presentare un messaggio che non contemplava l’autogestione è stato impossibile discutere e la risposta sono state le manifestazioni degli ultimi anni con l’ultima goccia lunedì 8 marzo. Quando si dice ‘ma Lugano non riesce a fare come altre città?’, noi ci siamo l’impegno di analizzare questi scenari nelle altre città, noi saremmo stati anche disposti a trovare delle forme di cooperazione, ma sappiate che nelle altre città poi quando i parametri non vengono rispettati la polizia è molto più severa della nostra”.

15:38 - Parla Marco Borradori
“L’idea è che la crisi possa trasformarsi in un’opportunità. Se da parte dell’autogestione ci fosse la volontà seria di incontrarci noi ci siamo, ma questa volta non deve partire da noi. Sanno dove trovarci e siamo pronti per incontrarli. Questo è il messaggio che vogliamo far passare. Dopo i 20 giorni di disdetta ci saranno 5 giorni di termine e poi si procederà come potete immaginare. L’autogestione può esserci ma ci vuole un minimo di legalità, non come questa inciviltà che viene spacciata per autogestione. Perderemmo credibilità se continuassimo a far finta di niente. La convenzione scadeva a giugno 2003 ma si è andati avanti così sperando che andasse bene. Le ultime manifestazioni sono state la goccia che fa traboccare il vaso, con una giornalista presa a testate, imbrattature in questa zona e infine gli scontri alla stazione. Dal nostro punto di vista quindi non si poteva andare oltre. Per la riqualifica del Macello, questo è un piccolo grande progetto cui teniamo molto”.

15:33 “Non è questa l’aggregazione giovanile che vogliamo”
“Che la città abbia un problema di aggregazione giovanile è vero, ma non è questa la forma che vogliamo. Abbiamo sempre rispettato l’idea di autogestione ma qui, dietro questi pretesti si nascondono facinorosi, violenti e vandali, persone che non sanno cosa vuol dire vivere in comunità. L’ex Macello è un bene culturale che va protetto e eravamo stufi di non poter intervenire per non scontentare gli occupanti. Per fare questo avevamo presentato un messaggio al Consiglio comunale e ancora prima avevamo creato un comitato per dialogare con l’autogestione. Tutto questo nel 2016. Il consiglio comunale ha approvato questa visione e da quel momento in poi la reazione non è stata di mediazione per trovare un’alternativa ma da lì abbiamo avuto un acutizzarsi dei fenomeni di provocazione, vandalismo e violenza. Siamo arrivati nella situazione odierna con quanto deciso stamattina: disdire la convenzione con gli autogestiti con comunque la disponibilità al dialogo, se si vuole dialogare con noi, a condizione che si faccia con nome, cognome e a viso scoperto come si fa di solito tra persone nella nostra società”.

15:30 - Parla Michele Bertini
“Le motivazioni sono evidenti: la comunità si dà delle regole per vivere serenamente e alla base della vita in comunità ci sta il rispetto delle regole. Lo Stato deve essere pronto a sanzionare chi non le rispetta, anche per la credibilità delle istituzioni. Non agire avrebbe pregiudicato la nostra azione come autorità. Queste regole sono state scelte dal legislatore e se il legislatore non piace c’è la possibilità ogni 4 anni di cambiarlo, come succederà tra poche settimane. Non ci si venga a dire che la forma delle manifestazioni avvenute dopo la decisione legittima del Municipio di far partire una progettazione dell’ex Macello siano una manifestazione di cultura. Sono atti di provocazione e di violenza e di nessun rispetto della vita in comunità e non possiamo far finta di nulla”.

15:30 - Parla Marco Borradori sull’autogestione
“Possiamo dire che dopo quasi 20 anni il Municipio ha deciso di separare il suo destino dall’autogestione. Abbiamo deciso questa mattina a maggioranza di inoltrare una disdetta entro 20 giorni per liberare lo stabile dell’ex Macello”.

15:27 - Mascherine obbligatorie in zona stazione, nucleo storico e lungolago, dalle 10 alle 19

15:07 - La conferenza stampa inizia con la presentazione del sistema di multe digitali e la chiusura del passaggio a livello alla stazione FFS a partire dal 26 marzo

15:00 - Inizia la conferenza stampa

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