“Mi attendo code fuori dalle farmacie”
Il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini parla di test fai da te e della campagna vaccinale: “Potremmo vaccinare 5mila persone al giorno”
Redazione
“Mi attendo code fuori dalle farmacie”

Domani mattina nelle farmacie della Svizzera arriveranno i test fai da te. Sarà sufficiente presentare la propria tessera dell’assicurazione malattia per poterne ricevere fino a cinque al mese. Non sarà necessario pagare sul posto. Sarà la Confederazione a saldare la fattura. Il timore, però, è che troppe persone vogliano il loro già dal primo giorno. “Potenzialmente 350mila ticinesi potrebbero volere il loro test, sarebbe una pressione sulle nostre 200 farmacie. È evidente che domani mi attendo delle code fuori dalle farmacie”, ha dichiarato il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini a Teleticino. “Per i colleghi saranno delle giornate estremamente pesanti e ritengo anche che non tutti i ticinesi potranno essere soddisfatti immediatamente. Non per l’approvvigionamento, questo non lo so, ma soltanto per i tempi di attesa per poter accedere alle farmacie”.

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Quando il test non va bene

Il farmacista cantonale ha voluto anche essere molto chiaro: se il test fai da te della Roche (Roche Sars-CoV-2 Rapid Antigen Test Nasal) è indicato per alcune situazioni, non lo è per altre. “Va bene se c’è un avvenimento in famiglia, se si vuole fare qualcosa in compagnia, ma sempre nel rispetto delle regole”, ha spiegato Zanini. Va invece evitato se all’evento partecipa una persona a rischio o se si vuole andar a fare visita in ospedale o in casa anziani. “Lì bisogna fare degli altri test, perché questi test fai da te non sono sufficientemente affidabili per proteggere le persone a rischio”, ha detto.

La campagna vaccinale

A Giovan Maria Zanini è stato chiesto anche di fare il punto sulla campagna vaccinale. Un fatto ha sollevato critiche: la domenica e il lunedì di Pasqua i centri vaccinali sono rimasti chiusi. “Sì, ci siamo fermati il giorno di Pasqua, in realtà i vaccini che avevamo li abbiamo usato tutti”, ha spiegato, “domani arrivano 17’300 dosi di Moderna e 7’800 dosi di Pfizer. Già negli ultimi giorni abbiamo lavorato un po’ a rischio. Noi mettiamo sempre via la metà delle dosi per garantire la seconda dose a distanza di un mese, negli ultimi giorni abbiamo assunto il rischio di usare già un po’ di quello che avevamo messo via per poter lavorare per poter lavorare fino al giorno prima di Pasqua”.

L’affidabilità delle forniture

Insomma, a mancare non è la volontà di inoculare dosi bensì il prodotto stesso. Nei mesi scorsi, lo sappiamo, le aziende fornitrici non sempre hanno rispettato le promesse. “Per Pfizer abbiamo avuto la conferma oggi pomeriggio che la merce era arrivata in Svizzera, quindi quando abbiamo queste notizie noi tiriamo il fiato. Con Pfizer è già da diverse settimane che le forniture sono puntuali e sono nell’entità che ci era stata preannunciata. Con Moderna abbiamo ancora un po’ di incertezza, ogni volta che decidiamo di far capo alle nostre riserve lo facciamo assumendo un rischio. Bisogna anche dire che Moderna ci fa delle forniture una volta ogni due settimane, lì siamo molto più esposti al rischio che qualche cosa all’ultimo momento cambi. Le ultime due forniture sono arrivate, però è troppo presto per tirare delle conclusioni circa l’affidabilità”, ha spiegato Zanini.

Fino a 5mila dosi al giorno

Ultimamente, ha spiegato il farmacista cantonale, in Ticino si vaccinano tra le 1’300 e le 1’800 persone al giorno. Il dispositivo cantonale però potrebbe arrivare a 5mila: “È chiaro però che dobbiamo avere il vaccino. Mi avete chiesto perché il giorno di Pasqua avete tenuto chiuso. Mi potreste chiedere perché chiudete alla sera, mi potreste chiedere perché avete quattro centri invece di sei. Dipende dalla quantità di vaccino che abbiamo: se abbiamo sufficiente vaccino il dispositivo permette di accelerare”.

Prossimamente dal medico di famiglia

Attualmente le vaccinazioni in Ticino sono state fatte nelle case anziani, nei centri cantonali e in quelli di prossimità. Ma anche qui sta per cambiare qualcosa. Per le persone ad alto rischio qualche medico specialista è già stato coinvolto e presto toccherà ai medici di famiglia: “Inizialmente i quantitativi saranno ancora abbastanza ridotti, però ci sarà anche questa possibilità nel giro di dieci-quindici giorni”.

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