
L'incendio avvenuto la notte di Capodanno all'interno de "La Constellation" a Crans-Montana, costato la vita a quaranta persone, ha portato al centro dell'attenzione pubblica il tema della sicurezza antincendio. Le autorità cantonali elvetiche hanno reagito in maniera diversa, con il Canton Vallese che ha subito deciso di vietare l'uso di articoli pirotecnici all'interno degli esercizi pubblici. Anche il Canton Vaud ha scelto di inasprire i controlli, mentre i Grigioni - per ora - non prevedono alcuna modifica alle leggi cantonali. E il Ticino? "In questo momento", ha detto il consigliere di Stato, "si apre con la doverosa testimonianza della commozione per la perdita di giovani vite e per l’immane sofferenza che ha colpito tutte le vittime e le loro famiglie. E proprio per rispetto verso di loro è compito dell’autorità avviare una procedura di miglioramento".
Della Casa: "Dal 2024 c'è la nuova legge sulla protezione antincendio"
In seguito ha preso la parola Fabio Della Casa, membro della Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCPA) in rappresentanza della Conferenza delle Associazioni Tecniche del Cantone Ticino (CAT). "In Ticino", ha spiegato, "dal 2024 è entrata in vigore la nuova legge sulla protezione antincendio. I regolamenti sono stati elaborati con specialisti e si basano sulla prevenzione sulle prescrizioni antincendio vincolanti dal concordato intercantonale. Tali prescrizioni sono strutturate in due documenti: quello A dice cosa devo fare, con tutte le direttive legate all’obbligo delle misure antincendio da eseguire, mentre in quello B ci sono delle misure di supporto e viene spiegato come devono essere eseguite queste misure". Come novità della nuova legge "c’è stata l’introduzione dell'obbligo di controlli periodici a scadenza regolare, suddivisi tra quelli periodici, che possono variare da 2 a 5 a 10 anni". Un ruolo importante nella protezione antincendio "è quello della garanzia della qualità nella protezione. In questo senso una figura importante è quella dell'esperto, che deve garantire durante la fase di progettazione e realizzazione che tutte le misure antincendio siano state implementate e, successivamente, rilasciare un certificato di collaudo che permette l’abitabilità della costruzione. A livello cantonale questa procedura funziona molto bene". Evidentemente, ha continuato, "gli edifici esistenti da prima dell'entrata in vigore della nuova legge rimangono difficili da controllare e per questo il Municipio può richiedere una valutazione del rischio residuo per gli edifici esistenti. Molti Comuni lo hanno già fatto, altri lo dovranno fare. Vi è poi la figura del tecnico riconosciuto antincendio che ha il compito di verificare che il garante della qualità abbia consegnato tutti i documenti, che devono essere rintracciabili, plausibili e completi".
"Verso un divieto esplicito"
Il consigliere di Stato ha detto che "è facile ipotizzare che presto arriverà anche in Ticino il divieto esplicito di utilizzare materiale pirotecnico in locali chiusi e per regolamento verranno fissati controlli più frequenti rispetto a quanto previsto oggi dalle norme antincendio, con sanzioni più pesanti in caso di mancato rispetto delle regole". Inoltre, ha aggiunto, "si è già deciso di intensificare i controlli riguardo alle questioni antincendio ed è anche stato disposto un richiamo dei dossier autorizzativi degli esercizi per dare un’occhiata con uno sguardo più critico". Valutando la situazione, "questo quadro legislativo consente al Consiglio di Stato di adottare modifiche in via di regolamento, agendo quindi in termini di settimane. Il Governo ha anche deciso che il settore necessita di una maggiore attenzione e ha condiviso il principio che vengano stanziate delle risorse supplementari affinché possa dotarsi di risorse umane atte a potenziare la capacità di intervento in questo settore". Un altro campo si cui bisogna lavorare, ha continuato il consigliere di Stato, "è quello della sensibilizzazione della comunicazione con tutti gli attori del territorio che presentano questo rischio di potenziale incendio. Ragion per cui, aggiorneremo un vademecum da trasmettere a tutti gli esercizi pubblici e agli affittacamere. Lavoreremo inoltre per intensificare il coordinamento tra polizie e organizzatori di grandi eventi". Con maggiore calma, infine, "valuteremo le strategie disponibili per altri luoghi sensibili di uso pubblico". Durante il suo intervento Zali ha anche sottolineato come "per avere un contatto più diretto con la Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCAP), è stato modificato il regolamento sulla composizione di questa commissione e ne ho assunto la presidenza".
Rüegsegger: "Quasi 900 controlli nel 2025"
Bernadette Rüegsegger, Capo dei Servizi Generali della Polizia cantonale (DI), ha fatto il punto della situazione. "In Ticino ci sono 2'381 esercizi pubblici, di cui 32 locali notturni, 9 locali erotici, 815 esercizi con alloggio e 1'525 esercizi di ristorazione. Nel 2025 sono stati fatti 897 controlli; noi come servizio autorizzazione commercio giochi ne abbiamo effettuati 536, la gendarmeria della Polizia cantonale 125 e le Polizie comunali 236. Vi sono poi i permessi speciali rilasciati da Municipi per carnevali, Film Festival,..."
Caverzasio: "Ecco come funzionano i controlli per i Comuni"
Moreno Caverzasio, membro della Commissione cantonale per la protezione antincendio (CCPA) in rappresentanza dell’Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT), ha spiegato come funzionano i controlli per i Comuni. "I Municipi vigilano sull’applicazione delle misure antincendio prendendo atto della presenza dei concetti di protezione antincendio. Lo fanno controllando la presenza dell’attestato di conformità antincendio e verificando che i documenti siano stati redatti da personale formato". Per quanto riguarda le attività esistenti non soggette ad attività di controllo periodico, invece, "i Municipi possono chiedere al proprietario la valutazione della struttura. Su segnalazione di difetti dal profilo della sicurezza antincendio da parte di un tecnico riconosciuto, gli Esecutivi ordinano l’adozione di provvedimenti atti a stabilire il rispetto delle prescrizioni".

