Ticino
Mascherine in dogana: "Ci sentiamo abbandonati"
Lo sfogo di una guardia di confine sulla mancanza di misure di sicurezza. La replica: "Seguiamo le disposizioni dell'UFSP"
La Redazione
Mascherine in dogana: "Ci sentiamo abbandonati"
Mascherine in dogana: "Ci sentiamo abbandonati"

La lotta al coronavirus passa da diversi volti. Oltre al personale sanitario, impegnato in prima linea al fronte, ci sono altre figure professionali che non possono stare a casa, come poliziotti, farmacisti, commessi nei supermercati e guardie di confine. Proprio in quest'ultimo ambito sembra esserci qualche criticità. TeleTicino ha raccolto la testimonianza di una guardia di confine, che lamenta difficoltà nel rispetto delle norme igieniche. All'interno della Regione IV non si possono per esempio utilizzare le mascherine, è difficile mantenere le distanze di sicurezza e sono quasi nulle le comunicazioni che giungono dall'alto sul numero di contagi. Una situazione che non permette di svolgere il lavoro in maniera serena e che ha ripercussioni anche sulla vita privata. Ci sono infatti famiglie che si sono anche separate per la paura di eventuali contagi. 

“La situazione non è delle più belle" racconta l'interlocutore. "In generale ci sentiamo abbandonati da quello che è il comando di Lugano e il comando di Berna. Quasi tutti non vanno più volentieri al lavoro, perché anche se sembra assurdo non si possono utilizzare le mascherine". 

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Il fatto che le guardie di confine non indossino la mascherina ha sollevato quesiti anche da parte italiana, sostiene la guardia di confine in un secondo intervento al Tg. 

La replica dell'Amministrazione federale delle dogane: "Seguiamo le disposizioni dell'Ufficio federale della sanità"

La portavoce Donatello Del Vecchio, interpellata da Teleticino, spiega che l'Amministrazione federale delle dogane segue le disposizioni dell'Ufficio federale della sanità. "Come tutti i cittadini siamo preoccupati. Ascoltiamo le preoccupazioni dei collaboratori, ma da Berna ci dicono che le mascherine sono riservate prima di tutto al personale sanitario".

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