“Mascherine gratis per le persone in difficoltà”
Lo chiede il PS al Governo visto il costo “non indifferente” del mezzo di protezione: “Si calcola tra i 50 e 100 franchi al mese per una famiglia di quattro persone”
di ls
“Mascherine gratis per le persone in difficoltà”

Distribuire gratuitamente le mascherine a chi è al beneficio dell’assistenza, delle prestazioni complementari AVS e AI, nonché a chi si trova in una situazione di difficoltà economica. È quanto chiedono i deputati socialisti (prima firmataria Gina La Mantia) in un’interpellanza inoltrata al Governo dopo che il 6 luglio è scattato l’obbligo di indossarle sui mezzi pubblici. Le mascherine hanno infatti un costo “non indifferente”, che pesa in modo particolare sul budget delle famiglie meno agiate, rimarcano i deputati nell’atto parlamentare. “Si calcola tra i 50 e 100 franchi al mese per una famiglia di quattro persone” e visto l’andamento della pandemia “c’è da aspettarsi che la necessità di avere a disposizione delle mascherine non si risolverà a breve”.

L’acquisto di mascherine igieniche “non è contemplato nel budget per le misure di prevenzione della salute di chi beneficia dell’assistenza sociale” proseguono i deputati. “L’obbligo di acquistare le mascherine può portare le persone più povere a dover, ad esempio, risparmiare sul costo di altri beni di prima necessità, come i pasti giornalieri”.

A tal proposito, ricordano i deputati, la Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale COSAS raccomanda la distribuzione gratuita delle mascherine a chi è al beneficio dell’assistenza. A favore di tale proposta si sono espressi anche il Presidente della Conferenza dei direttori della sanità Lukas Engelberger e la Presidente della Conferenza dei direttori e delle direttrici cantonali dell’azione sociale Nathalie Barthoulot.

Già in una lettera inviata ad inizio luglio al Consiglio di Stato la direzione del PS aveva chiesto di mettere a disposizione delle mascherine gratuite a chi utilizza i mezzi pubblici, a chi è al beneficio dell’assistenza, delle prestazioni complementari AVS e AI e a chi beneficia dei sussidi cassa malati. “Sono passate tre settimane e la lettera fino a oggi è rimasta senza risposta da parte del DSS” scrivono i socialisti, che ci riprovano con la suddetta interpellanza.

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