Ticino
Lupo, “alcuni allevatori costretti a chiudere”
14 giorni fa
Secondo Sem Genini, segretario dell’Unione contadini ticinesi, la situazione quest’anno è fuori controllo: “Gli animali predati sono il triplo rispetto agli anni passati, così come il numero di predazioni”

Le predazioni, così come gli avvistamenti di lupi, non sono un segreto. Ma per Sem Genini, segretario dell’Unione contadini ticinesi, la situazione sta sfuggendo di mano. “Ogni giorno riceviamo degli sms in cui ci vengono segnalati predazioni e avvistamenti”, spiega ai microfoni di Ticinonews. “I dati mostrano che quest’anno la situazione è fuori controllo: gli animali predati sono il triplo rispetto agli anni passati, così come il numero di predazioni”. A tal proposito Genini cita i dati forniti dal capo Ufficio caccia pesca durante un servizio andato in onda al Quotidiano, secondo cui le predazioni sono in linea con gli scorsi anni o al massimo è stato riscontrato un leggero aumento. Ma per Genini questa constatazione è inesatta: “Sono 150 i capi predati in questi primi mesi; quello che il Signor Putelli diceva fa riferimento a tutto l’anno. Sicuramente i dati non erano aggiornati alla situazione attuale, dove, appunto, le predazioni sono triplicate”. Una situazione definita “grave” e parecchio cambiata rispetto ad altri anni.

Un sms per avvisare gli avvistamenti: ne arriva uno al giorno
“Ci sono degli studi, tra l’altro uno in corso, che dimostra che il 70% delle nostre aziende non sono proteggibili”, continua Genini. “Gli sms sono stati introdotti un paio di anni fa e avvisano le persone della zona se c’è qualcosa in corso. In questi giorni ne riceviamo praticamente uno al giorno e non è facile rinchiudere i propri animali dove non è possibile”. Molte greggi sono infatti sugli alpeggi, molti dei quali in alto, e “andare a recuperarli non è facile, così come rinchiuderli. Questo va anche contro tutto il benessere degli animali che si vuole sempre promuovere”.

C’è chi abbandona
Purtroppo questa situazione sta portando molti allevatori a prendere la dura decisione di abbandonare il proprio lavoro. “Temiamo che in ottobre, una volta finita la stagione, ci siano moltissime aziende che smetteranno. E quest’anno si può veramente dire che la colpa è del lupo, proprio perché non sanno più da che parte voltarsi”, dice Genini. “Gli allevatori hanno avuto gli animali ma non hanno avuto nessun aiuto. Ora sono in balia degli eventi e sicuramente tanti, ce l’hanno già annunciato, chiuderanno con la produzione o con l’allevamento di ovicaprini. Questo è molto grave e ci preoccupa parecchio”.

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