
«Questa non è satira, è una schifezza. Mi metto dalla parte dei familiari. È pura vigliaccheria». Non usa mezzi termini Lulo Tognola, fumettista e presenza fissa della trasmissione Radar su TeleTicino, commentando la vignetta pubblicata da Charlie Hebdo sulla tragedia di Crans-Montana, uscita proprio nel giorno del lutto nazionale svizzero. «Si può scherzare su tutto e la satira può anche toccare argomenti tristi – sottolinea il disegnatore di Grono – ma non in modo così cattivo e violento, soprattutto quando ci sono dei morti». Secondo Tognola, il messaggio della vignetta «va a urtare la sensibilità delle persone» senza trasmettere alcun contenuto reale: «Non dice assolutamente nulla, offende soltanto, punto e basta». Il fumettista mette in dubbio anche le motivazioni dell’autore: «Forse non aveva nulla da dire. Magari voleva solo provocare o far parlare di sé, oppure aumentare le vendite del giornale. Di certo l’operazione ha attirato l’attenzione. Ma se questo è il modo di vendere un giornale…».
«Da “Je suis Charlie” alla perdita di simpatia»
Tognola ricorda come Charlie Hebdo fosse stato al centro di un vasto moto di solidarietà dopo l’attentato del gennaio 2015, quando i fratelli Kouachi assaltarono la redazione in seguito alle vignette su Maometto, uccidendo 12 persone. «All’epoca Charlie Hebdo era diventato simpatico a molti. “Je suis Charlie” era sulle labbra di tutti», osserva. «Ma con vignette volgari come questa ha perso tutta la mia simpatia».
Denuncia penale in Vallese
Nel frattempo è stata presentata una denuncia penale presso il Ministero pubblico vallesano contro il settimanale satirico e il fumettista autore della vignetta. L’avvocato Stéphane Riand e la scrittrice Béatrice Riand ritengono che l’illustrazione «leda la dignità delle vittime» e che non presenti «alcun interesse culturale, artistico, scientifico o informativo preponderante». In caso di risarcimento, chiedono che l’eventuale somma venga destinata dallo Stato alle vittime. «La vignetta è uscita in un periodo estremamente sensibile, proprio nel giorno del lutto nazionale», ribadisce Tognola. «E non c’è solo l’autore: c’è anche un redattore capo che ha approvato la pubblicazione e che ne porta la responsabilità».
Autocensura come responsabilità professionale
Per Tognola, il primo filtro resta sempre l’autore stesso. «Il primo censore, quando fai una vignetta, sei tu. In una situazione del genere io mi autocensuro. È una regola che evita molte grane». C’è infine un principio che per lui non dovrebbe mai essere violato: «Non si prende in giro la fisicità delle persone. È una linea rossa fondamentale. Chi non pratica autocensura arriva poi a fare queste porcherie. Qui l’autore ha forse voluto provocare, senza rendersi conto di aver fatto una stupidaggine enorme».
Una vignetta per rispondere alla vignetta
Come solo i fumettisti sanno fare bene, alla fine Lulo Tognola affida la sua replica al mezzo che meglio conosce: la vignetta. Nel disegno, il giornale Charlie Hebdo finisce direttamente nella spazzatura. Un gesto che chiude idealmente la polemica.


