Luci inefficienti a Lugano Airport? "Nessun pericolo"
La direzione dello scalo, sollecitata da un'interrogazione, precisa che i lavori d'installazione sono stati eseguiti da una ditta ticinese
Redazione

È immediata la risposta del Consiglio di Amministrazione di Lugano Airport SA e della Direzione all’interpellanza inoltrata quest’oggi, a firma dei consiglieri comunali Marco Jermini (PS) e Peter Rossi (PLR), concernente le presunte irregolarità e inefficienze del nuovo sistema di illuminazione del piazzale di sosta dei velivoli presso lo scalo luganese.

Nella sua risposta Lugano Airport spiega che l’illuminazione del piazzale non era conforme alla normativa ICAO, perciò il CdA ha deciso di intervenire impiegando delle lampade LED ad alta efficienza e risparmio energetico.

I lavori d’installazione, specificano dallo scalo, non sono stati eseguiti da un azienda italiana, bensì da una ditta ticinese. “Vero è che le lampade sono di fabbricazione italiana, atteso che non esistono produttori svizzeri di LED specifici per l’impiego aeroportuale e che i produttori italiani, con sede in Piemonte e non a Firenze come affermato nell’interpellanza, sono leader nel mercato aeroportuale dell’illuminazione a LED”. Produttori che, tra l’altro, hanno provveduto anche all’illuminazione dell’aeroporto di Zurigo Kloten e Londra Heathrow, viene aggiunto nella nota.

Con tale azienda la Direzione aeroportuale precisa di non aver precedentemente intrattenuto rapporti commerciali di alcun genere e, da quanto risulta, la ditta in questione non ha neanche mai avuto rapporti commerciali con l’aeroporto di Firenze, dove lavorava l’attuale direttore dell’aeroporto di Agno. “Ci risulta che l’azienda piemontese in questione sia in procedura fallimentare e che comunque la casa madre inglese è subentrata con garanzie totali ed assistenza. Non esiste alcuna causa né alcun pericolo per gli interessi dell’aeroporto. Ci risulta altresì che lo stesso importatore non abbia ancora proceduto al pagamento delle lampade e pertanto tutti gli attori locali sono ampiamente tutelati ed in posizione di forza”.

Per quanto riguarda la distribuzione non omogenea dell’illuminazione sul piazzale, la direzione precisa che ciò non corrisponde al vero. “Non ci sono zone troppo illuminate ed altre troppo buie, né tantomeno l’UFAC sta valutando la situazione. Ad oggi non c’è infatti nessun reclamo, ma si registra soltanto la richiesta di Skyguide di modificare l’intensità e l’orientamento delle lampade, motivo per cui è stata incaricata un’azienda terza indipendente con sede a Zurigo specializzata in progettazione aeroportuale, di ricercare la soluzione migliore e più rapida”. La direzione aggiunge che “non sussiste alcun pericolo, né minore sicurezza per l’aeroporto”. Le segnalazioni degli operatori della torre di controllo, che secondo gli interroganti risultano abbagliati dalla luce, “deriva dalla circostanza singolare per cui la stessa torre è più bassa delle torri faro” specificano dallo scalo di Agno.

La direzione conclude la nota sperando che gli interpellanti “siano mossi da una genuina volontà di ricercare la verità nell’esclusivo interesse pubblico, che siano stati in buona fede indotti in errore da sedicenti cittadini diligenti e che sia pertanto esclusa l’ipotesi per cui i quesiti posti al Municipio non siano suggestivi e strumentali ad un disegno diffamatorio della gestione aeroportuale per interessi diversi”.

“È perlomeno singolare” si legge ancora, “che in questi giorni appaiano regolarmente sui media voci e dichiarazioni sull'interesse mostrato da un gruppo di imprenditori a subentrare nella gestione dell'Aeroporto e, contemporaneamente, si susseguano interpellanze, interrogazioni e prese di posizione varie da parte di politici e privati coinvolti in vario modo nelle vicende dell'Aeroporto con toni in genere estremamente critici”.

Da ultimo viene assicurato che il CdA di LASA sta strettamente collaborando con il Municipio di Lugano per trovare una soluzione di apertura a capitali privati che possa garantire agli attuali azionisti il massimo valore delle azioni della Società, pur mantenendo pubblico il controllo. “Riteniamo che una doverosa necessità di trasparenza, unita a un maggior senso di responsabilità, siano in questo momento assolutamente necessari da parte di tutti”.