“Le misure di protezione non cambiano”
Christian Garzoni sulle nuove varianti del coronavirus: “Più appiccicose ma le attenzioni sono le stesse”
di Teleticino/MMINO
“Le misure di protezione non cambiano”
© CdT/ Chiara Zocchetti

Il Covid-19, la variante inglese, poi la variante sudafricana e quella brasiliana. Queste mutazioni però, sono per lo più sconosciute e l’unica cosa certa sembra essere la loro altissima contagiosità. Ma, insomma, il discorso legato ai virus è tutt’oggi complicato. Per fare chiarezza i colleghi di Teleticino hanno interpellato Christian Garzoni, direttore sanitario della Clinica Luganese Moncucco.

“Noi sappiamo che i virus hanno la tendenza a mutare, si sono osservate queste varianti del virus che portano con loro la tendenza del virus a essere più trasmissibile, più appiccicoso e questo fattore è in corso di studio. Avendo però ritrovato questa variante in una scuola e in un hotel le autorità sanitarie, consapevoli della maggior trasmissibilità del virus, hanno deciso misure più restrittive per impedire che venga trasmesso senza controllo”, spiega Garzoni.

“Per adesso quello che si sa è che queste varianti non sono più cattive, ma è vero che si trasmettono più facilmente”, aggiunge. “Chi ha fatto il virus può rifarlo con il Covid-19 classico o con una variante, non cambia l’atteggiamento che deve osservare una persona a seconda delle varianti. Le attenzioni e le misure sono le stesse”, sottolinea il medico. Le misure quindi rimangono quelle che conosciamo perfettamente: disinfettarsi le mani regolarmente, mantenere la distanza di sicurezza, indossare la mascherina, limitare i propri contatti ed evitare assembramenti. “Non c’è un’evidenza scientifica che conferma una nuova trasmissione rispetto al virus normale, la vera chiave per contenere le mutazioni è la stessa chiave che utilizziamo per il virus che già conosciamo”, sottolinea.

Per quanto riguarda, infine, l’alta trasmissibilità delle varianti tra i giovani Garzoni conclude: “Se queste varianti faranno ammalare più i giovani lo vedremo, ma ad oggi non vedo alcun motivo per cambiare la strategia che abbiamo adottato”.

L’intervista completa

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