Ticino
Latte, i produttori vogliono l’aumento del prezzo
Immagine CdT/Zocchetti
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14 giorni fa
Il problema non è solo di questi giorni, ma si trascina da anni. Omar Pedrini, presidente dell’Unione contadini ticinesi: “Il sussulto degli ultimi anni del mercato del latte in Ticino, con tutte le storie legate alla grossa azienda trasformatrice, sicuramente non ha aiutato”

Il prezzo del latte è troppo basso e dovrebbe essere aumentato: è questo l’attuale mantra dei contadini ticinesi. Se ne è parlato ieri durante l’incontro annuale fra la cooperativa Faireswiss e i suoi produttori ticinesi, secondo i quali 58 centesimi per un litro di latte in Ticino sono infatti troppo pochi. Il prezzo viene stabilito mensilmente dalla Federazione ticinese dei produttori di latte; un prezzo che durante l’estate è solitamente più alto. Ma i 58 centesimi al litro del mese di luglio, dai quali devono essere detratte ulteriori deduzioni, metterebbero in seria difficoltà molti produttori. E i problemi proseguono d’inverno. Omar Pedrini, presidente dell’Unione contadini ticinesi (UCT), ha confermato la situazione ai microfoni di Ticinonews.

Il problema principale? La disposizione delle aziende
“Si parla nei periodi invernali di prezzi del latte attorno ai 50cts per il latte da silo – il latte normale commerciale – e si parla di un prezzo del latte attorno ai 70cts lordi per il prezzo di latte senza insilati”, ha spiegato Pedrini. Per il presidente dell’UCT, il problema del Canton Ticino “è il frastagliamento, la disposizione sul territorio delle aziende produttrici di latte: abbiamo tante piccole aziende sparse nelle Valli, quindi con costi di trasporto non indifferenti”.

Una situazione non nuova
Un problema che non è solo di questi giorni, ma che si trascina da anni. “Il sussulto degli ultimi anni del mercato del latte in Ticino, con tutte le storie legate alla grossa azienda trasformatrice sicuramente non ha aiutato”, spiega sempre Pedrini. L’auspicio è quello che adesso gli attori principalmente coinvolti nel mercato del latte, “quindi la Federazione, i trasformatori e in parte anche il Cantone, riescano a trovare una strategia per garantire continuità a questo settore”. Purtroppo, dice Pedrini, gli allevatori e i produttori di latte che minacciano “o di smettere o di cambiare sistema di produzione sono diversi”.

Un’autorganizzazione: Faireswiss
E allora sono gli stessi produttori a organizzarsi: da alcuni anni esiste la cooperativa Faireswiss, che conta 82 affiliati a livello svizzero, 7 dei quali in Ticino. Mariana Paquin, responsabile media, spiega che Faireswiss è una cooperativa creata dai produttori, per i produttori: “Lo scopo di Faireswiss è remunerare gli allevatori con il giusto prezzo. Questo è stato calcolato a un franco al litro per coprire i costi di produzione”. Faireswiss cerca quindi di versare ai suoi soci la rimanenza per raggiungere la quota di un franco al litro. Una cifra che tuttavia si teme presto possa risultare insufficiente.

Entrano in gioco nuovi elementi
In questo 2022 a pesare sull’agricoltura ci sono nuovi elementi, legati alla situazione internazionale e climatica. La siccità non risparmia nessuno, nemmeno l’Alto Ticino, dove le precipitazioni sono state più abbondanti. E a risentirne, spiega Brian Gianella, allevatore di Prugiasco, è in primo luogo il foraggio. “Il primo taglio è stato abbastanza bello, adesso sul secondo taglio ce n’è poco a causa della siccità. Se dovessimo andare a comprarlo penso che i prezzi saranno molto elevati”, dice Gianella. Prezzi che andranno a influire anche sulla produzione del latte: “esattamente, questo andrà a influire parecchio perché il prezzo del latte non si è alzato per niente, mentre i prezzi dei foraggi e del gasolio si sono praticamente raddoppiati”.

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