“Lasciamo entrare nell’intimo l’annuncio di Pasqua”
Mons. Valerio Lazzeri si rivolge ai fedeli della Diocesi in occasione delle festività pasquali. “Esiste un Amore che non può essere interrotto da niente, resiste a ogni tristezza e viene a cercarci anche dentro la morte”
di ls
“Lasciamo entrare nell’intimo l’annuncio di Pasqua”
Foto CdT

Anche quest’anno Mons. Valerio Lazzeri si è rivolto ai fedeli della Diocesi con un breve videomessaggio di auguri per la Pasqua. In questo anno contraddistino da lutti e preoccupazioni, il vescovo ha rivolto un pensiero alle famiglie provate per la perdita di un loro caro, alla fatica dei malati e di coloro che li curano, alle preoccupazioni di chi ha perso il lavoro e a chi soffre per l’accresciuto isolamento, per il senso di abbandono e di inutilità. “Arriviamo ancora una volta a Pasqua e la domanda, che si fa sempre più acuta, è sempre la stessa: che cosa possiamo veramente sperare?” si chiede Mons. Valerio Lazzeri. “Nel vaccino, nei farmaci, in nuove scoperte, nell’estate, nell’esaurimento del virus? Certamente questi sono elementi che non possiamo ignorare o trascurare. Non bastano, però, al nostro cuore assetato di vita piena e inesauribile. Per farlo sussultare, questo nostro cuore, c’è bisogno di altro!”

Per il vescovo c’è bisogno di ascoltare e lasciare entrare nell’intimo l’annuncio di Pasqua. E spiega in cosa consiste: “Esiste un Amore che non può essere interrotto da niente, non può essere scalfito o diminuito dalla malattia, resiste a ogni tristezza e viene a cercarci anche dentro la morte. Questa è la ragione della nostra fede e della nostra speranza in Cristo risorto dai morti, la Parola in cui vogliamo essere testimoni in ogni situazione. La morte è ferita a morte; l’Amore rende la vita veramente viva!”

Mons. Lazzeri conclude il videomessaggio con una preghiera, scritta da un uomo del deserto, Matta el Meskin, un monaco egiziano morto nel 2006:
“Nell’uomo nuovo di cui mi hai fatto dono, che hai creato per me nel giorno della tua risurrezione, e che hai deposto in me nel giorno del mio battesimo, proprio lì ho trovato la mia risurrezione. Nei battiti del suo cuore ho scoperto quelli del tuo. In lui ho riconosciuto la luce del tuo volto.
Chi dunque potrebbe separarmi da te? Chi potrebbe strappare il mio cuore al tuo, spegnere nel mio volto la luce del tuo volto, o sciogliere la mai vita dalla tua?
Se la morte mi avvicinasse, mi prenderei gioco di lei, perché ho già afferrato la vita eterna, quando tu mi hai afferrato.
E se la morte giunge a distruggere in me l’uomo esteriore, con l’uomo interiore io l’ho già calpestata, insieme a te, nel giorno della tua risurrezione.
E se io perdo le forze, e gli anni mi incurvano la schiena, la tua risurrezione mi rialza la testa, e il mio spirito tocca il cielo.
Se io porto nel mio cuore l’uomo nuovo, sei tu che ormai mi porti!”

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