
«In questi terribili giorni, segnati da un dolore profondo, stiamo affrontando un percorso umano estremamente delicato e chiediamo con fermezza che venga rispettata la nostra privacy, così come la dignità del momento e il diritto al raccoglimento». È l'appello della famiglia di Sofia Prosperi, la vittima ticinese del terribile incendio di Crans-Montana. Un appello rivolto in particolare ai media, ticinesi e italiani (la 15.enne era di nazionalità italiana, ma era nata e cresciuta in Ticino).
Matteo Prosperi, il papà di Sofia, chiede che «venga garantito il massimo rispetto del lutto e del cordoglio che colpiscono la famiglia, gli amici e tutte le persone vicine» alla vittima.
«In modo particolare, chiediamo che, nel periodo che precederà le esequie di Sofia e durante la celebrazione delle esequie stesse, non vi siano pressioni, contatti insistenti, riprese o presenze intrusive, né presso i luoghi di raccoglimento privato né presso la sede delle celebrazioni, o in qualsiasi luogo in cui siamo o saremo presenti.
Intendiamo celebrare le esequie di Sofia senza clamori ed in forma riservata, nella sola cerchia di familiari e amici, con l’unico intento di mettere al centro il suo ricordo, in un clima di rispetto e intimità, possibilmente al riparo dalla vasta copertura mediatica che ha sinora contraddistinto le giornate successive alla tragedia.
Confidiamo nella sensibilità e nel senso di responsabilità di tutti i media, affinché vengano rispettati il dolore e la sfera privata della nostra famiglia e delle persone a noi vicine».
