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Crans-Montana
Lanz: «A far cambiare rotta agli inquirenti sono stati nuovi elementi emersi dagli interrogatori»
Redazione
9 ore fa
L’ex procuratrice pubblica analizza la decisione di disporre la carcerazione preventiva a distanza di giorni dai fatti e ipotizza il peso di nuovi elementi, anche di natura economico-finanziaria.

Restano ancora molti interrogativi sulla decisione di disporre l’arresto del titolare del Le Constellation a oltre una settimana dai tragici fatti di Capodanno avvenuti a Crans-Montana. Secondo l’ex procuratrice pubblica Francesca Piffaretti Lanz, interpellata da Ticinonews, la svolta degli inquirenti è riconducibile a nuovi elementi emersi durante gli interrogatori di venerdì.

«Qualcosa è cambiato»

«Secondo me è cambiato qualcosa nelle ultime quarantotto ore, che è sicuramente anche legato a quanto è stato detto dai due indagati», afferma la già procuratrice pubblica. «Altrimenti non si capisce per quale motivo venga determinato che sono presenti gli elementi per una carcerazione preventiva a sette giorni dai fatti, visto che con lo stato d’arresto erano già trascorsi tra i sette e gli otto giorni. Quindi evidentemente c’è qualcosa che è cambiato».

L’ipotesi dei reati economici

Tra i nuovi elementi, Piffaretti Lanz non esclude aspetti di natura finanziaria. «Ho letto che si parla di reati economico-finanziari, di riciclaggio: questo significa operazioni finanziarie tese a nascondere il provento di un reato. Potrebbe essere questo», osserva, ricordando però che la decisione dovrà ancora essere confermata. «Entro quarantotto ore il magistrato dovrà chiedere al giudice dei provvedimenti coercitivi di confermare la carcerazione. Dopodiché esiste ancora la possibilità di reclamare, quindi bisognerà vedere che cosa succederà».

Le pressioni mediatiche

Nei giorni scorsi, la mancata carcerazione aveva sollevato forti critiche. «Premesso che spero di no, perché se fosse così sarebbe una deriva della giustizia», sottolinea a proposito di eventuali pressioni. «È evidente che tutte le autorità sono sotto pressione per il comportamento dell’opinione pubblica e dei media, ma escludo che abbiano agito sulla base di queste pressioni».

Il nodo del pericolo di fuga

A convincere la magistratura sarebbe stata una nuova valutazione complessiva del caso. «È possibile che abbiano attribuito un peso diverso a fatti nuovi emersi, uniti all’incendio, all’omicidio colposo e alle lesioni gravi colpose», spiega. «Altrimenti mi chiedo come possano sostenere davanti al giudice dell’arresto una misura fondata sul pericolo di fuga a distanza di sette-otto giorni. Evidentemente deve essere emerso qualcosa di particolare».