"La scuola che verrà... ma non per mio figlio disabile"
Antonella Veronesi, Down Universe: "Mio figlio down costretto ad andare a scuola in Italia. In Ticino sarebbe escluso"
Redazione
"La scuola che verrà... ma non per mio figlio disabile"
"La scuola che verrà... ma non per mio figlio disabile"

E' cominciata ieri la scuola per migliaia di studenti ticinesi. Alcuni di loro, quelli di sei sedi, vivranno in prima persona gli effetti della "Scuola che verrà", la riforma scolastica per la quale il DECS ha lavorato per anni. Altri, invece, nelle scuole ticinesi non metteranno piede, preferendo istituti scolastici oltreconfine.

Come Nathan, un bambino di 9 anni con la sindome di Down, i cui genitori hanno preferito iscriverlo a una scuola italiana. "E' stata una scelta sofferta, che ci crea qualche difficoltà logista ma che si è resa necessaria per il futuro di nostro figlio", spiega Antonella Veronesi, mamma di Nathan e presidente dell'associazione Down Universe.

Come mai avete deciso di iscrivere vostro figlio a una scuola italiana anziché in una delle sedi ticinesi?Perché secondo le autorità ticinesi Nathan, in quando disabile, avrebbe dovuto frequentare una scuola speciale o, al massimo, una classe normale per un massimo di un paio d'ore al giorno. In pratica, rimanere escluso dai suoi coetanei 'normali'. Tuttavia abbiamo provato, ma vedevamo nostro figlio mortificato e come se fosse segregato. Allora ci siamo guardati intorno, per vedere se esistevano offerte scolastiche più complete: siamo andati in Italia e una scuola, dopo aver fatto i test del caso, ha accettato che Nathan frequentasse una scuola normale come tutti i suoi coetanei.

Non c'è stato proprio modo di trovare una soluzione in Ticino?Andare all'estero è stata per noi l'unica alternativa. Nonostante i tentativi, in Ticino non ci hanno offerto una soluzione accettabile. E l'impressione è che le autorità e i politici non vogliano esporsi per cambiare realmente le cose. Ma se un bambino, disabile o meno, viene escluso dalle normali attività scolastiche, come pensate che possa crescere?

E' anche vero che per suo figlio sarà stato particolarmente difficile confrontarsi con il programma scolastico di una classe "normale"...Sicuramente e siamo coscienti che ci sono certi limiti difficilmente superabili. Ma vivere la quotidianità con i suoi compagni di classe, senza sentirsi diverso, ha dato enormi stimoli a Nathan, che infatti in un solo anno è migliorato tantissimo, più di quanto potessimo mai immaginare. E i genitori dei suoi compagni ci hanno raccontato che anche i loro figli a loro volta sono migliorati imparando da Nathan, imparando ad accettare il diverso, che spesso è diverso solo nelle nostre teste "adulte", e capendo i valori dell'aiutare chi è più in difficoltà per non lasciare indietro nessuno. Sono giovani che stanno cambiano il loro concetto di condivisione e di vivere insieme: se non è la scuola a trasmettere questi valori, chi mai oltre ai genitori potrà farlo?

Cosa sperate per il futuro?Che la scuola che verrà arrivi per tutti. Perché tutti meritano di partire con le stesse possibilità, senza essere segregati come se fosse solo un peso per la società. Rimarreste sorpresi di quanto possono dare i ragazzi con disabilità: forse c'è qualche autorità che ancora non l'ha capito veramente...

MS