“La nuova app induce a un comportamento virtuoso”
La professoressa Clelia Di Serio sul nuovo dispositivo SwissCovid: “È complementare, ma non sostituisce interventi di politica sanitaria”
di teleticino/ls
“La nuova app induce a un comportamento virtuoso”

“Bisogna capire quale è lo scopo di questa app. Non è uno strumento di sorveglianza attiva e non si sostituisce a uno strumento di sanità pubblica. La cosa importante è che induce a un comportamento virtuoso da parte dei soggetti”. È quanto sottolinea la professoressa di epidemoliogia e di statistica medica all’USI e al San Raffaele di Milano Clelia Di Serio, in merito a SwissCovid, l’applicazione lanciata ieri dalla Confederazione per rintracciare i contagi.

Intervenuta al TG estate di Teleticino, la professoressa mette in guardia dal sentirsi sicuri dopo aver scaricato l’applicazione. “Il dispositivo rileva se una persona a meno di due metri vicino a noi, con cui abbiamo avuto un contatto per almeno 15 minuti, è stata testata positivamente. Questo però non deve indurre la gente a pensare che se non riceviamo una notifica siamo assolutamente al sicuro, abbassando la guardia rispetto a quello che sono le norme di sicurezza ed igiene. Possiamo comunque essere in contatto ogni giorno con persone che sono positive, ma che non hanno ancora una diagnosi o non è rilevata. La cosa importante è come viene utilizzata questa app: di per sé non funziona per individuare focolai perché non è basata sulla geolocalizzazione, come per esempio quella coreana, ma sul bluetooth”.

Per massimizzarne l’efficacia non sarebbe stato meglio renderla obbligatoria? “Per renderla obbligatoria bisogna contemplare tutta una serie di leggi sulla privacy” risponde Di Serio. “Inoltre bisogna fornire alla popolazione lo strumento tecnologicamente adeguato per riuscire a utilizzarla” (l’app funziona infatti solo con i sistemi operativi iOS più recenti, ndr). Ci sono inoltre categorie di persone che potrebbero essere tagliate fuori, come per esempio gli anziani. “Esatto è un app legata un utilizzo della tecnologia. L’importante non è tanto quanti la scaricano, ma chi la scarica. Quello che sarebbe importante è un campionamento che rappresenta tutte le fasce. Quest’app aiuta sul comportamento del singolo. Se ricevo un’indicazione che un determinato giorno sono stato per esempio a contatto con almeno due persone che sono stati diagnosticati positivi, magari per una settimana non vado a trovare i nonni o evito riunioni affollate, ossia metto in atto un comportamento virtuoso. Da questo punto di vista è utile, però non può certo sostituire degli interventi di politica sanitaria. Può essere complementare per indurre a un comportamento virtuoso, ma non per contenere il virus”.

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