La farina vende come il pane
Complessivamente le vendite dei mulini calano, ma esplodono del 400% nella farina da scaffale. Occhio però alla panificazione in casa, può comportare dei rischi
Redazione
La farina vende come il pane
La farina vende come il pane

Dall'inizio dell'epidemia la paura di una chiusura totale ha fatto spesso prendere d'assalto i supermercati. Ma a che punto siamo dal punto di vista delle scorte di farina? Ce lo spiega Alessandro Fontana, titolare del Mulino di Maroggia: "Di fronte a un calo del 30% sulle vendite, in quanto siamo molto legati al settore della ristorazione e dell'albergheria, che è completamente fermo, dall'altro lato abbiamo avuto un aumento del 400% degli acquisti di farina da scaffale". Le scorte attuali permettono di garantire farina per tutti e per mesi, ma i macchinari per impacchettarla per la vendita al dettaglio sono rimasti gli stessi e i mulini che rifornivano solo professionisti oggi sono in difficoltà.

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Tutti panettieri?Fare il pane non è però un mestiere che si impara in cinque minuti. Lo sa bene Giuseppe Piffaretti, detto Mastro Piff, della Bottega del Fornaio di Mendrisio, che mette in guardia sui potenziali problemi legati alla panificazione in casa: "se il pane è lievitato male potreste avere problemi di stomaco"

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Poca solidarietà"Mentre il Cantone sta facendo cose egregie, alcune istituzioni private vanno invece in senso contrario". Parola sempre di Giuseppe Piffaretti, che spiega come a fronte di ottime decisioni della politica, ci sia poca solidarietà e comprensione tra privati, ma anche alcuni enti istituzionali: "Basta una fattura scoperta per sentirsi minacciare una mancata consegna, e anche la cassa AVS non ha dimostrato tolleranza sui termini di pagamento"

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