Ticino
La cultura va avanti: “Nuove modalità”
2 anni fa
Roberto Badaracco sulle decisioni del Consiglio federali: “Vogliamo dare un segnale alla società che è già colpita dalle limitazioni”

50 persone per le manifestazioni, sia sportive che culturali. Questa la misura introdotta mercoledì dal Consiglio federale in tutta la Svizzera. Un duro colpo per la cultura che stava ancora cercando di reagire al contraccolpo del confinamento in primavera. In questo senso Roberto Badaracco del Dicastero Cultura, sport ed eventi di Lugano ha fatto il punto sulla situazione culturale in Città.

“Chiaramente per la cultura è una decisione fortissima perché viene penalizzata da questa decisione. Ci aspettavamo una limitazione, forse speravamo di avere più spettatori a disposizione”, afferma Badaracco ai microfoni di Radio3i. Ma sottolinea: “Ma comunque l’altra opzione sarebbe stata la chiusura totale e sarebbe stato un totale disastro”.

Dopo la decisione del Consiglio federale il Municipio di Lugano ha deciso di voler andare avanti. “Abbiamo deciso di dare comunque un segnale ad una società che è già colpita dalle limitazioni, dovremo trovare nuove programmazioni e nuove modalità”. Tra le opzioni sul tavolo per il Lac, ha detto “ci sarebbe quella di proporre più volte lo stesso spettacolo ospitando ogni volta 50 persone”.

Anche la via virtuale però, non è da escludere. “Si arriverà sempre di più tramite questi canali ma chiaramente rimane il problema che mancano gli incassi e questo – aggiunge il municipale – crea un danno economico grosso che senza un aiuto del pubblico rischiano di non essere più sostenibile”.

In ogni caso non ci sono dubbi: il settore della cultura avrà bisogno degli aiuti della Confederazione e del Cantone. “Ci si aspetta che questi contributi vengano versati”, ha concluso Badaracco.

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