“L’acqua sarebbe benedetta”
In questi giorni il Ticino è stato pesantemente colpito dagli incendi, mentre nella vicina Val Cannobina non si può ancora tirare il fiato
Redazione
“L’acqua sarebbe benedetta”

“Quest’acqua sarebbe benedetta se dovesse giungere”. La frase del presidente della Federazione Pompieri Ticino Corrado Tettamanti la dice tutta. Il Ticino non vede pioggia da troppo tempo. Alla siccità, poi, si aggiunge il vento e il mix che ne esce è distruttivo. Lo abbiamo visto nel Malcantone con due grandi roghi e nel Locarnese, con le fiamme ai piedi del Sassariente. Ieri poi le fiamme sono divampate anche in Val di Muggio, alle pendici del Bisbino. Sopra questo incendio Tettamanti ha volato e la complicità di vento e siccità si vede tutta dalla “velocità con cui il fuoco avanza e dai cambiamenti di direzione”.

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Incendi nati dall’uomo
Gli incendi boschivi di questo periodo, non essendoci temporali e quindi fulmini, sono causati con quasi assoluta certezza dall’uomo. Sull’incidente della Val di Muggio Tettamanti spiega: “Sappiamo che il rogo è partito da due punti ben distinti lungo una strada forestale”. Una frase senza fronzoli, ma che lascia intravvedere quali siano i sospetti. Se non è dolo, è comunque negligenza e qui Tettamanti invita all’attenzione. “Molti turisti vanno a passare questi giorni nelle baite di vacanza, accendono il camino per la temperatura fredda. Al mattino magari gettano la cenere all’esterno, questa cenere non è completamente spenta, con il secco che abbiamo in questi giorni fa partire immediatamente un incendio di paglione o di sterpaglie o boschivo”.

Pompieri ticinesi in Val Cannobina
Poi, poco fuori dai confini ticinesi, ancora fa parlare di sé il grande rogo della Val Cannobina. La nube di fumo che ieri si è fatta vedere da gran parte del Ticino ha raggiunto addirittura la Liguria, come testimonia questo post di MeteoLigure.

I lavori di spegnimento sono continuati oggi e senza gli ostacoli del vento e del fumo, i due Canadair e l’elicottero impegnati hanno potuto riportare sotto controllo la situazione. Ieri sera, ha raccontato a Teleticino il sindaco di Cannobio Gianmaria Minazzi, erano impegnati sul posto un centinaio di uomini tra pompieri e volontari, oggi sono ancora una cinquantina. Un supporto è giunto anche dal Ticino, che ha inviato sul posto due squadre di pompieri.

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“Ieri sera abbiamo pensato al peggio”, ha raccontato il sindaco, “le fiamme si stavano avvicinando ai centri abitati della frazione di Trafiume e del comune di Cavaglio”. Oggi, invece, le preoccupazioni sono in parte rientrate, anche se il timore che le fiamme possano raggiungere una pineta sopra l’abitato di Cannobio resta vivo. “In un battibaleno il fuoco arriverebbe a Cannobio”, spiega il sindaco. “Penso che sarà un’altra notte come ieri, i volontari la passeranno insonne, perché finché non è spento del tutto non si è tranquilli”.

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