Ior e Iosi eccellenze sui linfomi
I due istituti di ricerca ticinesi hanno pubblicato un articolo su questo tema sul prestigioso New England Journal of Medicine, la rivista medica più importante al mondo
di Teleticino/T.S.
Ior e Iosi eccellenze sui linfomi
Foto Usi

La ricerca oncologica ticinese fa il giro del mondo. L’Istituto oncologico di ricerca (Ior, affiliato all'Usi e membro di Bios+) e l'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (Iosi, Ente Ospedaliero Cantonale) aggiorneranno il mondo medico e scientifico sui linfomi, più precisamente su quelli della zona marginale. I due istituti hanno ricevuto mandato di stilare un articolo su questo tema dal New England Journal of Medicine, la rivista medica più importante al mondo. Articolo che è uscito proprio oggi. Emanuele Zucca, medico e coordinatore del Gruppo linfomi Iosi-Ior esprime (comprensibile) soddisfazione. “Ci ha fatto piacere e ci ha riempito di orgoglio. In versione cartacea questo giornale ha una tiratura di diversi milioni di copie, è letto da medici e scienziati in tutto il mondo. Da 200 anni è il numero uno”.

Visibilità internazionale
Un’opportunità, quella di aggiornare la comunità scientifica internazionale, che mette sotto i riflettori il nostro Cantone, confermando il prestigio ottenuto negli anni dai due istituti. “Dobbiamo essere tutti contenti dell’eccellenza che abbiamo costruito. Dobbiamo adesso capire quanto è importante sostenere questa eccellenza e farla crescere ulteriormente, sia per l’aspetto clinico, sia per gli aspetti accademici, sia per quelli di ricerca”. Come detto, il focus è sui linfomi, tumori che sono stati oggetto di molte ricerche condotte dagli istituti della capitale, che hanno permesso di mettere a punto le modalità di trattamento standard di queste malattie. Cure e consultazioni attirano infatti pazienti da tutto il continente e non solo. “Sui linfomi, in generale, abbiamo acquisito una credibilità scientifica e clincia notevole. E abbiamo regolari consultazioni di seconda opinione con pazienti da tutto il mondo, qualcuno addirittura dagli Stati Uniti”, precisa Zucca.

Un lungo percorso
Ma per ottenere questi risultati, la strada non è stata in discesa, ed è iniziata molto tempo fa. “Non mi sarei mai immaginato, nei miei giovani anni, che un giorno il nostro gruppo sarebbe arrivato ad essere richiesto dal New England Journal of Medicine per fare l’aggiornamento, per tutto il mondo, su questo tema”, commenta Franco Cavalli, presidente della Fondazione Ior. “Il tutto è legato, in fondo, al congresso internazionale dei linfomi di Lugano. Quando l’ho organizzato per la prima volta, nel 1981, ho capito che per continuare a proporlo avremmo dovuto specializzarci nei linfomi. Da allora abbiamo sempre investito molto su questo tema, prima negli studi con i pazienti, poi in quelli in laboratorio. Ed è da lì che siamo diventati, in fondo, il centro di competenza prima nazionale e poi internazionale”.

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