“In Ticino vaccinato il 2-4% della popolazione”
Il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini sui progressi della campagna di vaccinazione nelle case anziani e sull’omologazione di Moderna: “Non si potrà scegliere il vaccino”
di teleticino/ls
“In Ticino vaccinato il 2-4% della popolazione”

Sul fronte alla lotta contro la pandemia, oggi è stato un giorno importante. Oltre all’inaugurazione del centro di vaccinazione a Rivera, che ha aperto agli over 85, Swissmedic ha dato il via libera all’omologazione del vaccino di Moderna. La Confederazione ha già ordinato 7,5 milioni di dosi e una prima consegna (200’000 dosi) sarà effettuata entro domani. In Ticino, alle 16’575 dosi in parte ricevute già da Pfizer, si aggiungeranno le 23’600 dosi di Moderna entro fine gennaio. Da febbraio poi i quantitativi di Moderna aumenteranno progressivamente e nel corso della primavera, secondo quanto previsto dalla Confederazione, si potrà disporre delle dosi necessarie per aprire la vaccinazione a tutta la popolazione. Per fare il punto della situazione Teleticino ha interpellato il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini, che ha risposto alle domande più impellenti.

Quando sarà disponibile il vaccino Moderna in Ticino?
“La Confederazione aveva annunciato che nell’arco di 24 ore dopo l’omologazione avrebbe ricevuto la prima fornitura. Da quando Berna riceve il prodotto, dobbiamo calcolare almeno un giorno. Entro tre giorni al massimo dovremo quindi averlo in Ticino”.

Le differenze tra i vaccini di Pfizer e Moderna
“A livello della persona che lo riceve, un vaccino vale l’altro, non cambia assolutamente nulla. Ma ci sono importanti differenze nella gestione”, precisa Zanini. “La gestione del vaccino di Moderna è più facile: non deve essere conservato a -70 gradi, ma va conservato in un congelatore come quelli che abbiamo a casa. Il vaccino di Pfizer, una volta tolto dal congelatore, va usato in 5 giorni, quello di Moderna in 30 giorni. Quello di Pfizer va inoltre diluito e non può più essere trasportato, mentre quello di Moderna è già sciolto. Sono differenze pratiche che migliorano moltissimo la logistica e che ci consentono di considerare Moderna per gli studi medici. Pfizer invece ci “costringe” a spostare gli anziani nei centri di vaccinazione visto che non possiamo andare noi da loro”. Ci sono poi grosse differenze a livello di quantitativo: “Le 3 milioni di dosi Pfizer sono spalmante omogeneamente da gennaio a novembre (per il Ticino ci sono 10mila dosi fisse fino a novembre). Per Moderna ci sono 7,5 milioni di dosi spalmate tra gennaio e giugno. In Ticino avremo inizialmente 20mila dosi, che saliranno a 40’000 da febbraio, per poi arrivare aprile-maggio giugno sulle 80mila dosi. Questo cambia completamento lo scenario per noi”.

Si potrà scegliere il vaccino?
“No, non si potrà. Chi prende la prima dose di un vaccino dovrà prendere la seconda dose dallo stesso preparato. Nelle case anziani si riprenderà dunque con il vaccino Pfizer. Anche chi si sta vaccinando adesso a Rivera dovrà riprendere quello di Pfizer. Chi invece accederà alle vaccinazioni di prossimità, che attiveremo nei prossimi giorni, verrà vaccinato con Moderna. Quando arriverà quello di AstraZeneca ci sarà lo stesso scenario”.

Sulla base di quali criteri sceglierete chi potrà vaccinarsi con un vaccino piuttosto che un altro?
“L’unico criterio che esiste è la lista di priorità a chi può accedere al vaccino. Ora che di vaccino ne abbiamo poco, la priorità va data agli anziani dai 70 anni. Abbiamo cominciato dagli over 85, fra pochi giorni apriremo alla fascia 80-85, e abbasseremo gradualmente il livello. Una volta che ci siamo occupati degli anziani, passeremo ai malati cronici, al personale sanitario e alle persone che hanno un contatto con persone a rischio”.

Sono stati segnalati effetti collaterali in Ticino?
“Finora sono stati segnalati effetti collaterali comuni che ci si aspettava, come dolori al sito di iniezione, emicrania o febbre. Sono cose conosciute, gestibili e previste”.

Anche in Ticino sono state buttate via alcune dosi di Pfizer?
“Nelle case per anziani abbiamo raccolto il numero delle persone (residenti e personale) che vogliono farsi vaccinare. Questa cifra deve essere arrotondata all’eccesso a cinque, visto che il flacone è da cinque. Il totale delle differenze degli arrotondamenti corrisponde a 163 dosi. Era da stupidi sprecare queste dosi. Abbiamo quindi dato ai direttori sanitari delle case per anziani l’indicazione di andare a prendere qualcuno fuori dalle strutture (ma comunque sempre anziani) per approfittare di questi resti, che altrimenti avremmo dovuto buttare via. Le cose sono funzionate bene, purtroppo abbiamo avuto anche alcune segnalazioni di qualche abuso, che non possiamo che biasimare”.

Quando ci saranno i richiami per la seconda dose? E che periodo deve intercorrere tra la somministrazione della prima e la seconda dose?
“In Inghilterra si è deciso di dare una protezione parziale a tante persone prima di iniziare con la seconda dose. Swissmedic oggi invece ha raccomandato di rispettare l’intervallo di vaccinazione e di non rinviare la seconda dose: per il vaccino Pfizer deve essere rispettato un periodo di almeno tre settimane, per quello di Moderna almeno di 4 settimane. Nelle case per anziani oggi abbiamo finito con la prima dose: siamo arrivati a 8’300 vaccinazioni, significa che il 2-4% della popolazione è vaccinata. È un buon risultato. Fra un mese rifaremo dunque la vaccinazione. A fine febbraio avremo quindi il massimo della protezione nelle case per anziani. Al centro di Rivera e le persone che seguiranno ognuno avrà il proprio richiamo a un mese dalla prima dose. Cosa succederà dopo, è ancora da stabilire. Non sappiamo ancora se saremo protetti vita natural durante o se bisognerà fare il richiamo ogni anno come per l’influenza”.

Quando anche le fasce non a rischio potranno usufruire del vaccino?
“Dipende strettamente dalla disponibilità del vaccino, ma con Moderna è stato fatto un passo importante. Abbiamo pianificato di estendere la vaccinazione alla popolazione generale a partire da aprile. A fine marzo i centri che verranno aperti settimana prossima saranno sostituiti da centri molto più performanti in termini di numero”.

L’inaugurazione del Centro a Rivera
Il centro della Protezione civile di Rivera nel frattempo ha accolto oggi i primi anziani over 85 per la somministrazione del vaccino. Il ministro Raffaele De Rosa parla di una buona organizzazione, con una particolare cura nella presa a carico dei pazienti. “Non ho neanche sentito la punturina tanto la mano era leggera, sono bravi”, commenta una donna tra le prime a essere vaccinate. Tutti i dettagli nel servizio di Teleticino.

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