
Il 15,8% degli impiegati di commercio assunti in Ticino nel 2015 e nel 2016 ha sottoscritto un contratto con un salario inferiore al minimo di riferimento. Una percentuale che sale addirittura al 28,9% se si considera solo i salari dei lavoratori frontalieri.
A riportarlo è oggi il Giornale del Popolo, facendo notare che si tratta di percentuali molto superiori alla soglia di tolleranza, che è fissata al 5%.
Segno che in questo ampio setore vi è un problema. La Commissione tripartita, "che ogni volta che decide di fare un controllo per verificare eventuali abusi salariali trova qualcosa che non funziona", sta quindi valutando l'introduzione di un contratto normale di lavoro (CNL) con minimi salariali per gli impiegati di commercio.
"Ora sta aspettando i risultati del lavoro fatto dalle paritetiche e poi deciderà come agire" spiega il direttore della SIC Ticino Nicola Giambonini, interpellato dal GdP. "Ovviamente da parte nostra preferiremmo che il tutto venga risolto con un accordo tra le parti."
La necessità di agire, in ogni caso, è evidente.
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