Sanità
In Ticino psicoterapia introvabile: liste d'attesa di settimane per essere presi in cura
Emanuele Lopa
19.08.2025 06:52

Sempre più persone cercano sostegno psicologico, ma gli studi sono saturi. Lo psichiatra Michele Mattia: "Una società fragile, servono più risorse e nuove reti di supporto".
Sabato scorso migliaia di persone hanno sfilato a Berna per chiedere un’assistenza
psicoterapeutica più accessibile. Tariffe adeguate, meno burocrazia, più posti
di formazione e migliori condizioni di lavoro: sono state queste le principali
rivendicazioni al centro della manifestazione. Una mobilitazione che riflette
un problema molto concreto, presente anche alle nostre latitudini.
Ticino: domande alle stelle, studi saturi
Anche nel nostro Cantone la situazione è tesa. Chi cerca uno psicoterapeuta
deve spesso attendere settimane, a volte mesi, prima di iniziare un percorso. “Non
riusciamo più a stare dietro a tutte le richieste”, racconta lo psichiatra e
psicoterapeuta Michele Mattia. La pandemia ha fatto da spartiacque: ha reso più
visibili le fragilità, ridotto lo stigma legato alla terapia e moltiplicato le
domande di sostegno, soprattutto da parte dei più giovani.
Attese lunghe e pazienti in crisi
Il vero nodo è proprio il tempo. Molti pazienti arrivano in un momento di
crisi e non possono aspettare. “Tre settimane di attesa, se va bene. Ma spesso
è molto di più”, spiega Mattia. Per i casi acuti il pronto soccorso può dare
una risposta immediata, ma per chi vuole iniziare un percorso terapeutico senza
urgenze il rischio è restare bloccati per mesi, con studi già pieni e
professionisti impossibilitati ad accogliere nuovi pazienti.
Cosa serve per uscire dall’impasse
Per lo psichiatra è chiaro: non bastano più le risorse attuali. Bisogna
facilitare la formazione di nuovi psicoterapeuti, moltiplicare le opportunità
di stage e creare condizioni migliori per chi lavora nel settore: “La società
di oggi è molto più fragile e soffre più di cento anni fa. Non possiamo
ignorarlo. Servono reti di supporto solide, dal pubblico al privato, per dare
risposte a chi chiede aiuto”, conclude Mattia.

