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Ticino
Il Ticino ha la sua nuova Legge sulla prostituzione
Il Ticino ha la sua nuova Legge sulla prostituzione
Il Ticino ha la sua nuova Legge sulla prostituzione
Redazione
8 anni fa
Il Gran Consiglio ha approvato la revisione con 63 voti favorevoli, 5 contrari e 14 astenuti

Dopo cinque anni di lavori commissionali e un messaggio aggiuntivo il Gran Consiglio ha finalmente approvato la Revisione della Legge sulla prostituzione con 63 voti favorevoli, 5 contrari e 14 astenuti.

Si è trattato di un lungo lavoro dal duplice obiettivo: da un lato, quello di regolamentare l'attività nei postriboli e negli appartamenti a tutela della salute e della quiete pubblica; dall'altro quello di proteggere chi esercita la professione dallo sfruttamento e dalla violenza.

Di qui la volontà di potenziare l'aiuto alle vittime designando un apposito servizio cantonale o la possibilità per la Polizia di ispezionare i locali senza richiedere un mandato. La revisione prevede inoltre un modo per uscire dall'impasse delle imposte: chi esercita la prostituzione sarà chiamato a pagare al gestore del locale un contributo forfettario di 25 franchi.

Il relativo rapporto è stato condiviso praticamente all'unanimità.

"Il risultato è un buon risultato, uno strumento performante per chi opera nel settore che permette di arginare i fenomeni molesti, di adeguare gli strumenti dello stato per proteggere e aiutare le vittime di reati come le sfruttamento e la tratta di esseri umani", aveva spiegato la co-relatrice del rapporto Amanda Rueckert (Lega) prima della votazione. Dello stesso parere l'altro co-relatore Giorgio Galusero (PLR): "È un grido d'allarme verso questa gente, la possibilità per le prostitute di denunciare. Ho sentito nel Vaud di una struttura simile a quella che vorremmo in Ticino, le denunce sono salite da 2 a 52 all'anno ed è molto importante".

"Credo sia importante promuovere una cultura in cui nessuno sia costretto a subire la prostituzione o le pressioni", aveva invece dichiarato Maurizio Agustoni, capogruppo del PPD, unico partito insieme ai Verdi ad aver espresso delle riserve sul rapporto, principalmente per motivi etici.

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