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Salute
Il rumore stradale causa 500 decessi prematuri all'anno
Redazione
un anno fa
Nella giornata contro il rumore parliamo di inquinamento acustico, perché in Svizzera, circa 500 decessi prematuri all’anno e 2'500 casi di diabete sono causati dal rumore eccessivo.

Il nostro orecchio è ormai abituato al viavai di auto, moto e camion sulle strade cittadine. Ma, oltre che un fastidio, il fracasso provocato dai motori può essere un fattore di rischio per la salute. È questo l’aspetto che il Cantone vuole mettere in luce in occasione della Giornata nazionale contro il rumore. Infatti, si stima che in Svizzera circa 500 decessi prematuri all’anno e 2.500 casi di diabete siano dovuti proprio all’inquinamento acustico generato dal traffico. A parlarcene il medico capo del servizio di promozione e valutazione sanitaria Federico Peter: “Questo rumore può essere considerato un fattore di rischio importante per le malattie cardiovascolari. Il rumore può aumentare la pressione sanguigna o favorire insorgenze del diabete e anche il rischio d’infarto miocardico del cuore. Questo è dovuto a elementi come la modifica dell’equilibrio ormonale, in particolare influendo sulla produzione di cortisolo che ha a sua volta una conseguenza sulla produzione di insulina".

Il rumore causa anche problemi psicologici

Il rumore aumenta anche lo stress piscologico, favorendo i disturbi del sonno, ansia e depressione. Certo, non è l’unico fattore, ma – specifica il dottor Federico Peter – è forse quello meno noto: “Ci si abitua ormai. Il corpo ha sviluppato dei meccanismi di adattamento e invece non è così anche per questioni a livello evolutivo. Il nostro corpo è abituato a reagire con un rumore: è un segnale d’allarme.” Dal canto suo il dipartimento del territorio cerca di contrastare l’inquinamento acustico riducendo la velocità e posando l’asfalto fonoassorbente. A spiegarcelo Roberto Tettamanti, collaboratore scientifico dell’ufficio prevenzione rumori: "Al momento abbiamo realizzato 178km che sono il 75% di quello che prevediamo di fare entro il 2028. In totale sono 220km”.

Gli obiettivi

Roberto Tettamanti ci mostra i benefici previsti: “C’è uno scenario del 2036 senza i provvedimenti antirumore messi in atto. In un’altra immagine invece abbiamo a disposizione un piano dove ci sono i superamenti dei valori limite d’allarme, ma con l’attuazione delle misure. Il miglioramento è buono, ma non ancora soddisfacente”. Si cerca anche di cambiare le abitudini degli automobilisti, incitandoli a evitare brusche accelerate con uno strumento a disposizione dei comuni: “il rumorometro è un radar acustico che permette di sensibilizzare i conducenti. No vogliamo che i veicoli sulle nostre strade diventino meno rumorosi”, conclude Tettamanti.