"Il reddito di base ha spaccato il PS"
Nenad Stojanovic si chiede "perché la sinistra fatica ad accettare una proposta che sradicherebbe la povertà"
Redazione
"Il reddito di base ha spaccato il PS"
"Il reddito di base ha spaccato il PS"

Perché la sinistra sindacale si oppone al reddito di base incondizionato? Se lo chiede il già deputato socialista Nenad Stojanovic, in un'opinione pubblicata oggi su La Regione.

Stojanovic, che è favorevole all'iniziativa al voto il prossimo 5 giugno, accusa i socialisti che si oppongono alla proposta di essere dei "conservatori di sinistra".

"In ogni epoca le proposte progressiste sono state osteggiate usando sempre gli stessi argomento conservatori" rimarca l'ex vicepresidente cantonale del PS.

"Uno degli obiettivi dell'iniziativa è di permettere a ciascuno di partecipare alla vita pubblica" prosegue Stojanovic. "Ma Corrado Pardini, consigliere nazionale socialista e dirigente del sindacato Unia, scrve sul mensile Confronti usando l'argomento detto "del boomerang", che il reddito di base incondizionato porterà all'esclusione."

"Un altro argomento è che in realtà non cambierà nulla: i poveri rimarranno poveri" scrive Stojanovic. "Sempre Pardini scrive che un reddito di base di 2'500 franchi 'è molto al di sotto dei 4'000 franchi che noi sindacalisti rivendichiamo per una vita dignitosa'. Ovviamente è un argomento fuorviante: il reddito di base sarebbe garantito anche a chi non lavora e non va confuso con i 4'000 franchi per chi lavora al 100 per cento. Infine, il terzo ragionamento ('l'argomento dello sfacelo') afferma che il reddito di base distruggerà lo Stato sociale perché in parlamento la maggioranza di destra spingerà il relativo ammontare verso il basso. È l'atteggiamento di chi capitola prima della battaglia, dimenticando che le decisioni del parlamento sottostanno al referendum facoltativo. E la sinistra è stata spesso in grado di vincere referendum contro le decisioni ingiuste prese dalla maggioranza parlamentare."

"Il reddito di base ha spaccato il Partito socialista" scrive ancora Stojanovic. "Nel parlamento federale, un terzo dei socialisti lo ha appoggiato, un terzo si è opposto e il terzo rimanente si è astenuto. Il PS svizzero raccomanda di votare no, mentre la sezione ticinese invita a votare sì. Perché la sinistra fatica ad accettare una proposta che permetterebbe di sradicare la povertà e di rivoluzionare in positivo lo Stato sociale."

Stojanovic ritiene che "il problema è che la sinistra laburista, quella legata ai sindacati, non vuole rivedere la propria ideologia basta sul diritto al lavoro e non accetta l'idea di un diritto al reddito."

"Manifestamente, oggigiorno parte dei sindacalisti preferisce seminare l'illusione della piena occupazione. Il prezzo di tale illusione sarà caro e lo pagheranno soprattutto i poveri" conclude Stojanovic, citando le parole dell'economista Sergio Rossi: "Di fronte all'incapacità o all'impossibilità di garantire la piena occupazione delle persone che vogliono o possono lavorare, un reddito di base incondizionato rappresenta un'alternativa ragionevole per assicurare la coesione della società moderna."