“Il quadro si fa davvero drammatico”
Tanti ristoranti e bar sono chiusi a causa della mancanza di personale. Un altro, l’ennesimo, colpo al settore della ristorazione che negli ultimi due anni ha sofferto le restrizioni per affrontare il coronavirus
Redazione
“Il quadro si fa davvero drammatico”

La ristorazione è in rosso. Se non tutta, quasi. È quanto emerso dai dati pubblicati da GastroSuisse qualche giorno fa. I motivi? Le misure anti-Covid che mettono in difficoltà il settore intero che vanno dall’obbligo della regola 2G, alle molteplici assenze del personale (e dei clienti) a causa di quarantene o isolamenti, ma non da ultimo l’obbligo del telelavoro che vede lo svuotarsi di piazze e uffici e, di conseguenza, degli esercizi pubblici. A confermare il brutto andamento è stato Massimo Suter, presidente di GastroTicino, in diretta a Ticinonews.

Ci sono delle attività che hanno dovuto chiudere?
“Le cifre che ha presentato GastroSuisse si rispecchiano anche nel nostro Cantone. Si nota che ci sono parecchi esercizi pubblici che hanno abbassato le serrande a causa sia della mancanza di personale sia della mancanza dei clienti a causa di quarantena, isolamento o telelavoro”.

Anche lei ne risente?
“Non è una tendenza normale in questo periodo, ci sono strutture ricettive che lavorano parecchio con uffici, con assemblee o congressi. Se si sommano tutte le restrizioni degli ultimi due anni alla la necessità di chiudere per la mancanza di personale il quadro si fa abbastanza drammatico”.

Cosa servirebbe adesso alla ristorazione?
“Servono dei risarcimenti danno per chi è obbligato a chiudere o per chi ha avuto dei cali per il 2G. Ma è altresì importante chiaramente riattivare il lavoro ridotto in maniera semplificata e dare soldi al personale che è quello che ha subito grandi restrizioni negli ultimi due anni. Ma in generale chiediamo di tornare alla normalità”.

Se un esercente si trova con poco personale e non può garantire il servizio classico può richiedere gli aiuti in maniera semplice?
“No, non è così facile. Le procedure burocratiche sono pesanti e complicate e quindi parecchi dei colleghi evitano di fare questa richiesta”.

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