«Il piano di protezione ha funzionato bene»
Lo sostiene Paolo Colombo, direttore della Divisione della formazione professionale, in merito al caso di coronavirus alla CPC di Locarno
di Andrea Ramani
«Il piano di protezione ha funzionato bene»

Un’intera classe della CPC di Locarno si trova in quarantena, dopo che una giovane studente è risultata positiva ieri al coronavirus.

Paolo Colombo, direttore della Divisione della formazione professionale, è intervenuto oggi ai microfoni di TeleTicino. « Abbiamo ricevuto la segnalazione tramite l’ufficio del medico cantonale, si è attivato così il protocollo per garantire la continuità formativa dei nostri allievi. Va innanzitutto detto che il piano di protezione ha funzionato bene, abbiamo deciso di mettere in quarantena una classe e ciò significa che da lunedì per tutto il periodo, l’impegno della CPC di Locarno è di assicurare la continuità formativa attraverso un insegnamento a distanza».

Un insegnamento a distanza già ampiamente preventivato: «Abbiamo fatto un po’ di scuola guida durante il lockdown, che ci ha permesso di maturare una serie di esperienze che si sono tradotte in riflessioni sia a livello dipartimentale che di singolo istituto scolastico. Esperienze che ci consentono adesso di iniziare queste fasi di insegnamento in un periodo di quarantena di classe».

Una situazione particolare che richiede maggiore flessibilità a docenti e studenti, per i quali Colombo non risparmia lodi: « Abbiamo un corpo docente straordinario, si sta mettendo in gioco adottando una serie di soluzioni che consentono di tenere agganciate le persone in formazione. Allo stesso tempo ci sono apprendisti fantastici, che da un lato ci chiedono la scuola in presenza, ma dall’altro si mettono anche a disposizione per queste modalità di insegnamento a distanza».

La quarantena di classe è scattata in quanto la ragazza risultata positiva ha frequentato una lezione di educazione fisica. Nonostante le misure di precauzione adottate, potrebbero esserci stati dei contatti fisici con i compagni in questo contesto. Essendo un luogo a rischio, è spontaneo chiedersi se sia veramente necessario mantenere queste lezioni. «L’educazione fisica - conclude Colombo - assume un ruolo importante nel percorso formativo dei nostri giovani e proprio per questo stiamo lavorando per assicurare una continuità formativa. Anche per questa materia i piani di protezione prevedono delle azioni particolari come il distanziamento, la pulizia, la disinfezione delle attrezzature utilizzate».

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

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