“Il nervosismo degli esclusi è comprensibile”
Giovan Maria Zanini risponde a tutto campo sul vaccino e ricorda le priorità: “L’obiettivo è uno solo: ridurre il numero di morti”
Redazione
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Oggi il Cantone ha illustrato la nuova fase della strategia di vaccinazione, che si apre a tutti gli over 75 (qui vi spieghiamo come ci si può iscrivere). Questo limite di età mostra come la strada della campagna vaccinale sia ancora lunga. Oggi solo il 3% dei ticinesi ha ricevuto entrambe le dosi, decisamente pochi. L’altra faccia della medaglia è che circa tre quarti degli over 80 è vaccinato. Per comprendere meglio cosa significa entrare in questa nuova fase, Giovan Maria Zanini ospite di Teleticino ha risposto alle domande dei telespettatori.

I numeri delle case anziani

“Abbiamo delle cifre molto incoraggianti nelle case per anziani”, ha spiegato Zanini. “Per onestà, dobbiamo pur dire che la pressione del virus è comunque diminuita a livello globale, per cui: è dovuto al vaccino? È dovuto ad altre cose? È dovuto a entrambe? Possiamo lasciare aperta la domanda, ma i dati da Israele ci fanno capire che verosimilmente il vaccino è davvero quel passo che ci serve decisivo per uscire da questo problema”.

I ritardi e il nervosismo

Una delle domande principali è sui ritardi. Molti denunciano di non essere riusciti a ricevere la propria dose, pur avendone diritto. La colpa? Lo stop alle forniture. “Sapevamo che avremmo ricevuto poco nei primi mesi. Quello che non ci aspettavamo è che ci tagliassero le forniture. Questo ha dato problemi a noi, questo ha dato problemi a quelle persone che avevano bisogno del vaccino per continuare a vivere. Vivere è la parola giusta”, ha spiegato Zanini. Le dosi previste e non ricevute sono state 18mila. Ma non si tratta solo di dosi: “Si tratta di 18mila persone che ora si sentirebbero considerate”, ha detto il farmacista cantonale. “Questo spiega il nervosismo che si vede in alcune persone che è assolutamente comprensibile, assolutamente giustificato”.

Il Ticino riceve il 4,8% delle dosi

Essendo la campagna vaccinale concentrata sulla popolazione più anziana, ha illustrato il farmacista cantonale, attualmente la fornitura di dosi ai cantoni è fatta in base a questa fascia di popolazione: per questo il Ticino, che ha molti anziani, riceve il 4,8% delle dosi.

Gli esclusi

Per ogni persona vaccinata, ci sono molti esclusi dalla vaccinazione. Alcune categorie hanno alzato la voce, per esempio i disabili. “Ho comprensione per queste reazioni”, ha detto Zanini. “Non dobbiamo. Però, dimenticare qual è l’obiettivo che abbiamo adesso, che è anche l’unico che possiamo raggiungere in questa fase: l’obiettivo è quello di ridurre i morti. Non stiamo parlando di ridurre le conseguenze sanitarie, non stiamo parlando di ridurre le conseguenze sociali, non stiamo parlando di garantire il funzionamento dei servizi essenziali, non possiamo occuparci di questo. Dobbiamo concentrarci sulla riduzione, sull’eliminazione dei morti. E chi è morto negli ultimi dodici mesi? Il 95% sono persone settant’anni in su”.

Il prezzo del razionamento

Insomma, si è parlato molto della difficoltà di accesso al vaccino e delle conseguenze che questo ha sulla campagna vaccinale. Zanini ha così concluso: “Questo purtroppo è il prezzo che dobbiamo pagare per il fatto di avere il vaccino razionato. E questo non è un razionamento come quello al tempo di guerra dove si ricevono i bollini e a ognuno viene dato un po’ di meno. Qui a qualcuno viene dato e a qualcuno non viene dato”.

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