Il morbillo “ritorna” per effetto Covid
Molti bambini hanno saltato la vaccinanzione a causa dell’emergenza sanitaria. Il pediatra Gianluca Bianchietti: “`Non è una malattia banale”
di teleticino/ls
Il morbillo “ritorna” per effetto Covid
Foto Shutterstock

A causa dell’emergenza Covid-19 molti bambini hanno saltato la vaccinazione per il morbillo e si trovano dunque scoperti dal punto di vista immunitario. A lanciare l’allarme dalle pagine della rivista Lancet è stato Kim Mulholland, del Murdoch Children’s Research Institut and Chair dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Secondo le stime dell’associazione i ritardi nelle campagne vaccinali in 26 Paesi hanno portato finora a 94 milioni di bambini che hanno saltato le dosi di vaccino per il morbillo nel 2020. La malattia infettiva potrebbe quindi ripresentarsi con forza nel 2021. Da qui l’appello lanciato dal medico: “Chiediamo un’azione internazionale urgente per prevenire epidemie di morbillo potenzialmente devastanti”.

Com’è la situazione in Ticino
Questa tendenza si conferma anche Ticino? Di sicuro è che ci sono bambini che “sono indietro con le vaccinazioni” racconta il pediatra Paolo Peduzzi a Radio 3i. Il motivo è da ricondurre alla raccomandazione degli scorsi mesi di non andare dal medico se non per i controlli (che includono anche le vaccinazioni). “Molte persone, per paura, hanno evitato le visite”, spiega il pediatra, secondo cui quella del morbillo è una delle vaccinazioni più a rischio in Svizzera. “Figuriamo ancora essere una zona endemica per il morbillo”. I ritardi accumulati sono tuttavia recuperabili, assicura il medico. “La prima vaccinazione vale sempre. La seconda va fatta il più presto possibile”. Si perché per il morbillo ce ne vogliono due affinché si possa considerare efficace il vaccino e il bambino immune. “La prima vaccinazione viene fatta nei primi 9 mesi di età, la seconda dopo il primo anno in modo che il bambino sia vaccinato nei suoi primi due anni di vita” spiega il dottor Gianluca Bianchetti, intervenuto nel tg di Teleticino.

La malattia “temuta” dai pediatri
Il morbillo è la malattia che i pediatri considerano la più pericolosa, sostiene Bianchetti. “Non è così banale come si crede. In un caso su mille persone che si ammalano di morbillo possiamo avere un’encefalite, ossia un’infezione del cervello. Un caso su mille è una casistica molto alta”. L’obiettivo in Svizzera, prosegue Bianchetti, era quello di eliminare la malattia negli anni 2000. Obiettivo che non è stato ancora raggiunto. “Ora abbiamo un tasso di copertura vaccinale dell’89% nel bimbo di due anni, mentre del 94% nel ragazzo di 16 anni. Una buona immunità dovrebbe raggiungere almeno il 95%”. Ogni anno, inoltre, ci sono piccoli focolai in Svizzera, prosegue Bianchetti. “L’anno scorso per esempio abbiamo avuto circa 212 casi di morbillo tra gennaio e ottobre e due decessi, l’anno precedente solo 35 casi. È quindi una realtà anche da noi e una malattia che continua a circolare”.

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