Il lockdown visto dalle strade
Abbiamo ripercorso le varie tappe del lockdown per valutare l’impatto sul traffico in Ticino. Diminuzione su tutti i fronti, tranne il 2 aprile
Redazione
Il lockdown visto dalle strade
Foto © CdT/Gabriele Putzu

Viaggiare su autostrade completamente deserte: un’esperienza vissuta da quasi tutti gli automobilisti nelle settimane di confinamento. Un’anomalia rispetto alla realtà che conoscevamo prima del virus, quando la A2 era teatro di lunghe code durante gli orari di punta. Oggi è possibile quantificare l’impatto del virus sul traffico, grazie ai dati forniti dall’Ufficio federale delle strade per le postazioni di Chiasso e della galleria del San Gottardo. Numeri che vanno da marzo fino alla fine di maggio e che a loro modo raccontano le varie fasi dell’emergenza nonché l’impatto delle decisioni politiche.

L’Italia da il “là”: il 10 marzo il primo crollo

La prima svolta avviene il 10 marzo: 2 giorni prima l’Italia ha chiuso i propri confini, come sappiamo, con l’eccezione del traffico dei lavoratori transfrontalieri. Il tempo di organizzarsi e in quei giorni la polizia cantonale effettua controlli sistematici per i veicoli in entrata dall’Italia. Da lì in poi, il traffico a Chiasso subisce un crollo del 50% rispetto al 2019, con la percentuale che continuerà a scendere nel corso delle settimane man mano che le risoluzioni governative amplieranno le chiusure della società. Dal 18 marzo fino al 26 aprile, il giorno precedente alle prime riaperture, il crollo del traffico nel punto più a sud della A2 oscillerà fra il 73% e il 96% in meno rispetto al 2019. Il 13 aprile, lunedì di Pasquetta, transitano da Chiasso 2443 veicoli, l’anno primo, lunedì 15 aprile, un normale giorno lavorativo, auto e camion da e verso l’Italia erano oltre 54mila.

Record al Gottardo: -97% a Pasqua
Torneremo fra poco sul raffronto 2019/2020 fra il periodo pasquale e il ponte dell’ascensione. Ma prima ci spostiamo alla galleria autostradale del San Gottardo: qui il traffico crolla drammaticamente venerdì 20 marzo. Fino al 29 aprile le differenze rispetto al 2019 saranno comprese fra il 71 e il 97%, record registrato la domenica di Pasqua, con 748 veicoli che hanno attraversato la galleria in ambo le direzioni.

L’anomalia del 2 aprile: colpa di una nevicata dell’anno scorso
Fra questi dati c’è un’anomalia, il 2 aprile, quando il traffico paradossalmente cresce dell’1%. Le regioni sono da ricondurre ad un’abbondante nevicata avvenuta nel 2019, che a causa di numerosi incidenti portò alla chiusura della galleria del Gottardo.

Pasqua: l’invito a restare oltralpe ha funzionato
Come abbiamo detto, il lockdown è coinciso con quelli che normalmente sono i primi esodi: quello pasquale e quello dell’ascensione. L’invito a non recarsi in Ticino per Pasqua si è tradotto con un crollo del traffico sempre superiore all’84% al Gottardo e superiore all’82% a Chiasso. Per l’Ascensione, 10 giorni dopo l’inizio della fase 2, sia a Chiasso che al Gottardo il traffico era praticamente sempre ben più che dimezzato rispetto al 2019. Una tendenza che prosegue, malgrado i progressivi allentamenti delle misure di confinamento.

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