"Il Governo ha valutato i rischi del 5G?"
I Verdi interrogano il Governo: "siamo preoccupati per la salute dei cittadini"
Redazione
"Il Governo ha valutato i rischi del 5G?"
"Il Governo ha valutato i rischi del 5G?"

In vista all’introduzione della tecnologia 5G i deputati dei Verdi Claudia Crivelli Barella, Samantha Bourgoin, Cristina Gardenghi, Marco Noi, Andrea Stephani e Nicola Schoenenberger hanno inoltrato un’interrogazione al Consiglio di Stato chiedendo lumi sulle valutazioni dei potenziali rischi di questa nuova tecnologia.

“Lo scorso febbraio - scrivono i deputati in una nota - la ComCom ha attribuito le nuove frequenze per la telefonia mobile in vista dell’introduzione della tecnologia 5G e questo nonostante l’ufficio federale dell’ambiente (UFAM) non avesse ancora i risultati dello studio commissionato sugli effetti delle radiofrequenze sulla salute. Da allora gli operatori che si sono aggiudicati le frequenze pubblicizzano con insistenza questa nuova tecnologia e c’è da aspettarsi un umento delle domande di costruzione per la posa di nuove antenne che ovviamente rispetteranno i limiti fissati nell’Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI).”

“I Verdi condividono i timori dei diversi enti, tra cui l’OMS e la FMH, sugli effetti che le radiofrequenze potrebbero avere sulla salute (tumori, aumento delle persone elettrosensibili e eventuali altre patologie per ora non ancora note in relazione alle radiazioni elettromagnetiche), soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione (bambini e anziani) e che gli studi attuali non sono ancora in grado di escludere.”

“La comunicazione 5G, ulteriore sviluppo della tecnologia già utilizzata per il 4G - continuano i deputati - dovrebbe permettere il collegamento ultraveloce a internet e connessioni tra oggetti di uso comune (per intenderci l’”internet delle cose”, che servirà per esempio all’ulteriore sviluppo delle automobili a guida autonoma). Gli operatori di telefonia e comunicazione puntano a una forte diffusione di questa tecnologia, funzionale alla commercializzazione di molti prodotti elettronici. Ne risulterebbe una moltiplicazione delle antenne di telefonia e quindi un’esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche più importante dell’attuale, con i potenziali rischi per la salute che ne derivano. Quest’esposizione andrebbe a sommarsi a quella già continuamente crescente dei telefoni mobili, delle reti Wi-Fi domestiche o pubbliche e di numerosi dispositivi elettronici.”

“I Verdi del Ticino chiedono l’applicazione del principio di precauzione e ritengono quindi che occorra verificare seriamente i rischi di un’esposizione della cittadinanza a livelli di inquinamento elettromagnetico finora mai raggiunti.”

Alla luce di quest e considerazioni i deputati chiedono al Governo se abbia valutato i rischi dell'esposizione al 5G della popolazione, se sia stata valutata una moratoria sulla posa di nuove antenne in attesa che i risultati dello studio commissionato dall’UFAM siano presentati, se sia stato valutato, nell’ambito della digitalizzazione delle sedi scolastiche cantonali, di formulare delle direttive per l'istallazione di reti cablate e non Wi-Fi, se sia stato considerato di formulare delle raccomandazioni ai comuni a riguardo della problematica delle frequenze elettromagnetiche per proteggere la cittadinanza, soprattutto le fasce più deboli, favorendo tra l’altro la digitalizzazione via cavo (es. Wi-Fi nelle scuole dell'infanzia) e se ci sia stata una valutazione della promozione di una campagna di sensibilizzazione alla cittadinanza sui rischi che un'esposizione alle radiofrequenze comporta e su come – nel limite del possibile – ridurle.