Il Governo appoggia Berna, ma chiede più aiuti
Questa la posizione del Consiglio di Stato, che ritiene il calo attuale dei contagi sia effetto delle decisioni del 22 dicembre. Chiesti però più aiuti e più controlli alle frontiere
di MJ
Il Governo appoggia Berna, ma chiede più aiuti
Foto CdT/Gabriele Putzu

Per il Governo ticinese le misure decise da Berna vanno bene, ma non è necessario un inasprimento visto il calo attuale dei contagi. Sono però richiesti più aiuti ai settori penalizzati dalle chisure. Questa in estrema sintesi la posizione del Consiglio di Stato, comunicata oggi, sulla consultazione in merito alle modifiche dell’ordinanza federale COVID-19 e sulle proposte del Consiglio federale per rafforzare le misure di contenimento del numero di nuovi contagi in Svizzera.

“Calo dei contagi grazie alle misure”
“Il Consiglio di Stato”, si legge, “condivide l’analisi delle autorità federali in merito all’attuale situazione epidemiologica a livello nazionale. A livello cantonale si riscontra nell’ultima settimana un’importante riduzione dei contagi (quasi del 19%) che si sta traducendo positivamente sul numero delle nuove ospedalizzazioni. Sarà comunque necessario monitorare la situazione”, scrive il Governo, “nel corso dei prossimi giorni per avere un quadro complessivo del numero di ospedalizzazioni. La riduzione dei nuovi contagi potrebbe essere la conseguenza delle misure messe in vigore il 22 dicembre 2020 e del rallentamento delle attività lavorative durante il periodo natalizio”.

Condivisa la proroga al 28 febbraio, ma necessari più aiuti
“Alla luce di questi dati”, si legge, “il Consiglio di Stato condivide la proroga fino al 28 febbraio delle misure sul piano nazionale, sostanzialmente già decisa dal Consiglio federale. Il Governo ticinese sottolinea tuttavia l’esigenza di presentare congiuntamente anche un programma di aiuti economici mirati, celeri e rafforzati ai settori colpiti dalle chiusure: si tratta in particolare degli esercizi della ristorazione, dei centri fitness, del settore della cultura e del tempo libero obbligati ad una chiusura di una settantina di giorni, pur dovendo continuare a pagare i costi fissi”.

Mascherine: “Eccessivo l’obbligo in ufficio”
In merito alle misure più rigorose sul posto di lavoro,” il Consiglio di Stato ritiene eccessivo l’obbligo generalizzato della mascherina anche per chi si trova alla propria scrivania o sul posto di lavoro: l’impiego a turni, il distanziamento e l’utilizzo di pannelli divisori in plexiglas appaiono sufficienti per limitare il numero di contagi”. Per quanto riguarda il telelavoro invece, “il Governo ritiene sufficiente l’attuale forte raccomandazione già oggi in vigore, che ha già dato risultati positivi. L’introduzione di un obbligo non è quindi ritenuta necessaria+.

Attenzione al turismo degli acquisti
Il Consiglio di Stato ha inoltre ribadito che qualora dovessero essere necessarie nuove misure di chiusura, come ad esempio di negozi e attività commerciali, “queste dovranno essere accompagnate da aiuti mirati e celeri. Il Governo segnala inoltre il tema del turismo degli acquisti, invitando le autorità federali a verificare l’allineamento delle disposizioni fra i Cantoni e a monitorare con attenzione le regole in vigore oltre i confini nazionali”.

“Ridurre la concentrazione nei mezzi pubblici”
Il Consiglio di Stato ha inoltre ribadito la richiesta di proporre delle misure per ridurre la concentrazione di persone nei mezzi pubblici e sottolineato “l’assenza di misure o raccomandazioni chiare rivolte in maniera specifica alle fasce di popolazione che per età o patologie sono ad alto rischio di un decorso grave della malattia”. Secondo il Governo ticinese andrebbero introdotte delle raccomandazioni mirate a queste fasce di popolazione come, ad esempio, orari dedicati in negozi e attività commerciali.

“Più controlli alle frontiere e situazione straordinaria”
Infine, il Governo ticinese, “considerata la particolare situazione territoriale”, ha chiesto nuovamente l’introduzione di maggiori controlli alla frontiera tra Italia e Svizzera e “l’opportunità di dichiarare lo stato di situazione straordinaria che permetterebbe di avere una gestione unitaria su tutto il territorio nazionale e una maggior tempestività nelle decisioni e negli interventi”.

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