Il bodybuilding... in bikini: "Ci sono pregiudizi, ma seguo la mia strada"
Martina Fainozzi: una ragazza piena di obiettivi che ha imparato a non mollare. "Può sembrare un sacrificio ma non mi pesa"
Redazione
Il bodybuilding... in bikini: "Ci sono pregiudizi, ma seguo la mia strada"
Il bodybuilding... in bikini: "Ci sono pregiudizi, ma seguo la mia strada"

Dietro le quinte di un allenamento tanto mirato esiste uno studio che i personal trainer, nelle palestre di tutto il mondo, mettono in atto. Ciononostante, una donna che dice di praticare bodybuilding diventa oggetto di dibatti relativi alla perdita di femminilità. Nell’immaginario comune, infatti, la bodybuilder risulta fin troppo mascolina; speriamo quindi di sfatare per sempre questo mito con l’aiuto di Martina Fainozzi, 20 anni, culturista luganese.

Quando hai deciso di diventare una bodybuilder?“Già durante l’ultimo anno di pallavolo agonistico avevo approcciato alla sala pesi, ma in maniera amatoriale. Poi ho conosciuto il mio attuale ragazzo, anche lui atleta, che mi ha incentivata ad approfondire. Ho iniziato a notare i cambiamenti sul mio corpo dal momento in cui ne ho fatto uno stile di vita, attenendomi a una dieta corretta e ad allenamenti costanti”

Quante volte ti alleni a settimana?“Cinque giorni su sette, e trascorro più di due ore in palestra. Potrebbe sembrare un sacrificio, ma vi assicuro che non ne sento il peso”

Cosa è cambiato nella tua dieta?“Chi pratica questo sport deve stare attento alla propria dieta e tentare di curarla al massimo per ottimizzare i risultati. Sostanzialmente mangio rispettando i grammi di macronutrienti e le quantità di calorie che mi sono proposta. Il discorso si complica nelle settimane di preparazione alle gare; in quei casi il regime alimentare diventa più restrittivo. Ma tutto dipende dagli obiettivi che hai.”

Il fatto di dover stare attenta alla linea ti crea disagi o vincoli nella vita sociale? Uscire a bere o a mangiare qualcosa ti risulta complicato?“Assolutamente no. Mi concentro molto sul bodybuilding, ma non vivo solo di quello. Sento parlare di persone che non mettono il naso fuori dalla palestra, ma non è il mio caso. Quando organizzo una cena con gli amici, tendiamo a scegliere un ristorante dove si possa mangiare qualcosa di sano. Ma, in generale, se so di dover “sgarrare” mi organizzo di conseguenza, e la cosa non mi pesa”.

Prima mi hai parlato di “obiettivi”: quali sono i tuoi, nel fitness e nella vita?“Dal 21 al 23 settembre parteciperò all’Olympia Amateur San Marino, ad Albano Terme, nella categoria Women’s Bikini + 170. È una gara internazionale molto importante, e ti permette di diventare un’atleta professionista. Mi sto preparando molto per questa competizione, che prevede un allenamento intensivo e una dieta di 16 settimane. Nella vita, invece, vorrei diventare una nutrizionista. Vorrei spostarmi a Ginevra con il mio ragazzo e, eventualmente, aprire uno Sport and Training center. Lui farebbe il personal trainer. Ci piacerebbe aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi”

Quali sono gli ostacoli che potrebbe incontrare una donna nell’approcciarsi a questo sport?“I pregiudizi. Sono stata anche io vittima di fisime, da parte di uomini e donne. C’era chi mi definiva un uomo, e chi addirittura mi accusava di far uso di doping. Queste accuse sono infondate, perché non l’ho mai fatto. Soprattutto sui social, inizialmente era un delirio, e non nascondo di esserci rimasta molto male. Ma ho imparato a non dar importanza a chi parla per dar aria alla bocca. Sono andata dritta per la mia strada, e, a dir la verità, con il passare del tempo ho cominciato a leggere sempre più complimenti o richieste di consigli, da parte di chi ha scelto di intraprendere un percorso simile al mio. Il bodybuilding non è mai stata solo una pratica maschile”

Cosa vorresti dire allora a tutte le ragazze che, come te, hanno preso la strada del bodybuilding?“Vorrei dir loro di non mollare, di andare sempre avanti, ma soprattutto di imparare ad aspettare. Il corpo richiede tempo, e i risultati non arrivano in un battito di ciglia. Non bisogna lasciarsi scoraggiare dalla fretta, perché ogni cosa arriva a suo tempo. Il bodybuilding mi ha decisamente cambiata sotto questo aspetto: non ho mai amato aspettare, ma ora ho imparato a farlo”.

Cos’altro è cambiato da quando sei diventata una bodybuilder?“Mi sento molto più sicura, non soltanto per quel che riguarda l’aspetto esteriore. Nelle relazioni interpersonali e nell’approccio con persone nuove, intendo”