I rapitori arrivavano dalla Francia
Stupore nel mondo del calcio per l'arresto di Mihoubi, che questa estate era dato vicino al Chiasso e al Locarno
Redazione
I rapitori arrivavano dalla Francia
I rapitori arrivavano dalla Francia

Arrivavano dalla Francia i tre uomini che il 3 settembre hanno cercato di sequestrare un imprenditore sessantenne a Lugano.

Secondo la ricostruzione de La Regione, i tre si sarebbero rivolti a dei conoscenti romandi, i quali a loro volta avrebbero indicato loro l'ex calciatore del Bellinzona Hemza Mihoubi quale persona di fiducia in Ticino.

Mihoubi che aveva passato l'estate in Ticino, ospite della proprietaria del Varano, alla ricerca di una squadra. Prima a Chiasso, poi a Locarno, ma senza successo.

"Ci sono stati dei contatti a metà agosto" spiega il presidente del Locarno Michele Nicora al Corriere del Ticino. "Ha fatto un'apparizione, un paio di presenze. Poi non lo abbiamo più visto e abbiamo lasciato perdere."

Poco prima era invece stato vicino ai rossoblu, ma era stato scartato. "È stata una scelta tecnica" dichiara Marco Schällibaum. "Abbiamo capito che non era ciò di cui avevamo bisogno e che avremmo preferito puntare sui giovani."

Il tecnico del Chiasso, che conosce bene il franco-algerino avendolo allenato ai tempi del Bellinzona, si dice stupito per l'arresto. "Come persone e come giocatore, con me ha sempre lavorato bene" afferma Schällibaum, anche lui al Corriere del Ticino. "Nulla mi avrebbe fatto pensare che avrebbe fatto una cosa del genere, anche se dobbiamo ancora aspettare e capire cosa esattamente sia successo. Sono passati 4 o 5 anni ma sul suo comportamento non c'è assolutamente nulla da dire. Fa sempre male sentire queste cose. Sono davvero sorpreso che abbia fatto una cosa del genere."

Un paio di anni fa Mihoubi era stato vicino anche al Lugano. "Livio Bordoli mi fece il suo nome, stavamo cercando un difensore e lo conosceva bene" afferma il presidente bianconero Angelo Renzetti. "Poi abbiamo trovato Denis Markaj e abbiamo messo sotto contratto lui."

Alla fine Mihoubi non ha trovato una squadra, bensì il carcere, insieme alla donna calabrese che lo ospitava. L'inchiesta dovrà ora stabilire i loro rispettivi gradi di responsabilità, chiarire i loro legami con la Francia ed eventualmente pure con la 'ndrangheta.