I conti accendono gli animi in Gran Consiglio
Seconda giornata di dibattito parlamentare a Bellinzona. I deputati hanno ripreso la discussione sul Consuntivo 2021 e non sono mancate le polemiche
di Teleticino/sca
I conti accendono gli animi in Gran Consiglio
Immagine CdT/Chiara Zocchetti

Nessuna sorpresa. Il Consuntivo 2021, che registra un disavanzo di 58 milioni, è stato sostenuto dalla maggioranza delle forze politiche come “atto di responsabilità” con 61 voti favorevoli, 13 contrari e un astenuto. La vera discussione sulla politica economica dello Stato, con proposte concrete volte a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2025, è stata rimandata a dicembre, quando sul banco dei deputati ci sarà il Preventivo 2023. E non poteva essere altrimenti, visto che durante il dibattito sono chiaramente emerse le diverse visioni e sensibilità sulla gestione dello Stato. Ad esempio, quando si sono passati in rassegna i conti del DECS, Lega ed MpS hanno duramente criticato la politica dipartimentale, parlando di “improvvisazione” e “verticismo”.

Arrivati al DFE, dall’ala sinistra del Gran Consiglio si è invece sollevata la richiesta di adeguare le soglie del salario minimo, entrato in vigore a inizio anno e destinato a raggiungere la forchetta di 19.75-20.25 fr/ora entro la fine del 2024, in virtù dell’inflazione. “Sono partiti i controlli, contrariamente a quanto detto da Sirica”, ha detto Christian Vitta, direttore del DFE. “Tra oggi e domani la commissione Tripartita, incaricata di verificare questi aspetti, farà una comunicazione sull’esito di questi controlli”, ha spiegato Vitta, continuando dicendo che “posso anticiparvi che le infrazioni sono minime”. “Queste paventate situazioni di mercato di lavoro allo sbaraglio con imprenditori che non rispettano il salario minimo non si sono verificate” ha voluto evidenziare il consigliere di Stato. Vitta che ha voluto anche sottolineare che “come non possiamo pronunciarci su casi singoli perché siamo autorità di ricorso qualora l’ispettorato del lavoro riscontrasse e decida di ricorrere”. Il riferimento era al caso Tisin e all’accusa mossa al sindacato di aver raggirato la legge. Sempre Vitta ha poi indicato che attualmente, a causa della guerra, non si è assistito a un boom di richieste di lavoro ridotto. Queste sono al momento 55. Ma la situazione, ha detto Vitta, può evolvere rapidamente.

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