Ticino
"I 5 soldatini delle casse malati"
"I 5 soldatini delle casse malati"
"I 5 soldatini delle casse malati"
Redazione
10 anni fa
La rivista PPD "Popolo e Libertà" dedica la copertina ai Consiglieri nazionali che hanno detto no alla moratoria

“PLR, Lega, UDC: coerenza à la carte”. Questo il titolo di un comunicato stampa del PPD, che attacca coloro che hanno votato contro la moratoria degli studi medici in Consiglio Nazionale, ossia Lorenzo Quadri (Lega), Roberta Pantani (Lega), Marco Chiesa (UDC), Ignazio Cassis (PLR) e Giovanni Merlini (PLR).

Un voto “incomprensibile”, secondo il PPD, della maggioranza della Deputazione ticinese che è stata “sconfessasta” negli scorsi giorni dal Gran Consiglio ticinese, che ha votato a favore di una risoluzione del capogruppo PPD Fiorenzo Dadò, in cui si chiede all’Assemblea federale di ritornare sulla propria decisione oppure, a titolo di compromesso, di proporre una proroga di tre anni della moratoria.

“Un voto importante” commenta il PPD, “che non è stato sostenuto unicamente dal gruppo PLR, in probabile imbarazzo davanti agli interessi lampanti del suo capogruppo alle camere federali Ignazio Cassis, che è presidente dell’associazione Curafutura che cura gli interessi delle più importanti Casse Malati del nostro paese”.

Ma non è solo il PLR a doversi imbarazzare, rincara la dose il PPD. “Anche da parte della Lega dei Ticinesi, sempre pronta a denunciare il ruolo dei, citiamo, “cassamalatari” all’interno del parlamento federale. Il voto dei suoi deputati a Berna è per fortuna dei ticinesi stato sconfessato dal gruppo parlamentare leghista che coerentemente con i proclami domenicali ha sostenuto l’iniziativa Dadò”.

Il PPD conclude la nota, affermando che l’operato della Deputazione è continuamente monitorato. E a tal proposito dedica l’ultimo numero della rivista “Popolo e Libertà” ai "5 soldatini delle casse malati", con il monito: “"No a spalancare le porte ai medici stranieri. I ticinesi vi tengono d'occhio".

Una copertina che, per i modi e i toni, è inusuale per una rivista come quella di "Popolo e Libertà", che magari scatenerà discussioni anche all’interno del PPD stesso.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata