Ticino
Frontalierato, “sempre più un caos nazionale”
Immagine CdT/Crinari
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13 giorni fa
Parole della Lega dei Ticinesi in riferimento al dato uscito ieri relativo allo sfondamento del tetto dei 75mila frontalieri. “Occorre mettere in pratica vere misure di salvaguardia a favore del nostro mercato del lavoro”

“È sempre più un mercato del lavoro in mano agli stranieri, quello che si riscontra in Ticino”. Questa l’affermazione che apre il comunicato redatto dalla Lega dei Ticinesi a seguito dell’uscita dei dati sul frontalierato in Ticino, che ha superato quota 75mila. L’aumento è stato di quasi 1’000 frontalieri in soli 3 mesi, arrivando a toccare i 75’795. “In Ticino, il dato del 48%, rispetto al 52% di stranieri, registrato a fine 2021, è ulteriormente peggiorato” scrive il partito, spiegando che la causa è da ricondurre “alla libera circolazione che sta causando sempre più caos nazionale su suolo ticinese e su cui Berna tiene gli occhi chiusi, anche se la Seco stessa ammette che bisogna ‘monitorare il mercato del lavoro e i salari’ nel nostro Cantone”.

“Monitorare non basta più”
Ma le affermazioni della Seco non convincono la Lega, secondo la quale “occorre mettere in pratica vere misure di salvaguardia a favore del nostro mercato del lavoro”. Stando ai dati, oggi i frontalieri corrispondono a circa un terzo dei lavoratori in Ticino e sono “prevalentemente occupati nel terziario, dove non c’è carenza di manodopera indigena”. Per sostenere quanto detto, nel comunicato viene sottolineato che “l’effetto dumping salariale è un’evidenza”.

IRE e ILO
“Qualunque cosa possa dire l’IRE, in Ticino il tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO (il rilevatore internazionale della disoccupazione, non impiegato dall’IRE) è un terzo più elevato rispetto al resto della Svizzera”. Ma a sorprendere maggiormente il partito è che “il tasso di disoccupati ILO in Lombardia è inferiore a quello ticinese”.

Aumenti cassa malati e altre spese
Altri temi affrontati dal movimento sono l’aumento dei premi cassa malati, le bollette dell’energia, a cui si aggiungono “i prezzi assurdi per la benzina e la nafta, mentre i frontalieri beneficiano a piene mani in busta paga del rafforzamento del franco svizzero sull’euro e della riduzione della benzina in Italia”.

“Necesssarie clausole efficaci”
Una situazione per cui, sempre secondo la Lega, è “necessario e indispensabile introdurre delle clausole di salvaguardia serie ed efficaci per il mercato del lavoro ticinese”. Citato anche l’accordo fiscale sui frontalieri che “non entrerà mai in vigore in Italia, lasciando quindi il Ticino con il classico cerino in mano”.

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