Freno alla spesa, riuscito il referendum
Il comitato promotore è riuscito a raccogliere le necessarie firme per andare al voto: 10’028 le sottoscrizioni dichiarate valide dalla Cancelleria
di Lars
Freno alla spesa, riuscito il referendum

La domanda di referendum contro il decreto legislativo concernente il pareggio del conto economico entro il 2025 è formalmente riuscita. Le firme dichiarate valide dalla Cancelleria dello Stato sono 10’028 (ne occorrevano 7’000). I cittadini saranno dunque chiamati alle urne per esprimersi sul freno alla spesa approvato dal Gran Consiglio lo scorso ottobre.

Il decreto, ricordiamo, deriva da un’iniziativa parlamentare del democentrista Sergio Morisoli e impone di raggiungere il pareggio dei conti cantonali entro il 2025, agendo “prioritariamente” sulla spesa pubblica, senza riversare oneri sui Comuni e, soprattutto, senza aumentare le imposte.

Per il comitato referenadrio - promosso dal sindacato Vpod e a cui hanno aderito 21 associazioni, sindacati e partiti di sinistra - si tratta di un’operazione “finanziaria squilibrata”, che “peggiorerà la qualità e ‘l’efficacia dei servizi sociosanitari, dei servizi pubblici e della formazione e va quindi attaccare le condizioni di vita della maggioranza della popolazione”. In vista del voto in primavera, il comitato referendario continuerà dunque la mobilitazione dal basso con lo scopo di convincere la popolazione a votare no.

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