
Natale in Città fa discutere a Bellinzona, o forse no. Le discussioni emerse negli scorsi giorni sulla scia di un comunicato di Federviti Bellinzona e Mesolcina sembrano andare verso il chiarimento. Ticinonews ha sentito le parti in causa.
Le rivendicazioni di Federviti
I viticoltori avevano denunciato in primis l'assenza di vini del bellinzonese, sul menù dei bar di Piazza del Sole: «nel bellinzonese abbiamo numerosi vini e cantine importanti: constatare che non fossero sulla carta ci ha deluso parecchio», ci spiega Tarcisio Bullo, membro del comitato di Federviti Bellinzona e Mesolcina. A far discutere sono stati anche i prezzi dei vini offerti: «se vendiamo un vino spumante a 11 franchi, quando la bottiglia costa decisamente meno, non facciamo gli interessi della filiera del vino, ma ci facciamo del male».
L'avvicinamento tra le parti
D'altra parte , ci spiegano le parti in causa, la questione va verso il chiarimento. Come confermatoci da Federviti, è in programma un incontro per discutere delle incomprensioni e guardare al futuro: «I contatti saranno sviluppati prossimamente. Gli organizzatori parteciperanno ad una nostra assemblea, così potremo far capire i nostri termini». Non si escludono neanche future collaborazioni: «Le questioni sul tavolo sono risolvibili con un po' di buona volontà. È importante capire che il momento per la viticoltura ticinese è molto difficile; sarebbe importante che in una manifestazione come Natale in Città ci siano vini della regione». A mettere sotto pressione i viticoltori, è in particolare il fatto che in «Svizzera si beve sempre meno», ma anche delle difficoltà amministrative e clima, che «pone nuove sfide». Per questo motivo, «ogni occasione è buona per incrementare queste vendite».

